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Roma, scuole violate e lavori a rischio: le periferie pagano il conto

Roma, scuole violate e lavori a rischio: le periferie pagano il conto

Prima i vandali dentro una scuola, poi milioni di euro messi in discussione per strade e fognature. Nelle periferie di Roma il problema non è solo il danno di una notte: è la sensazione di vivere sempre in attesa di una risposta.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, l’istituto comprensivo Nicola Calipari di Grotte Celoni è stato preso di mira durante la notte. Non sarebbe stato rubato nulla, ma i danni ammonterebbero a circa duemila euro e gli ambienti hanno avuto bisogno di un intervento di pulizia e disinfestazione. Gli studenti sono rimasti fuori dalla scuola, con il rientro previsto già per il giorno successivo. La dinamica dell’intrusione e l’identità dei responsabili restano da chiarire.

È il classico episodio che rischia di finire in archivio come semplice vandalismo. Ma per famiglie e personale scolastico la questione è più concreta: ogni intrusione significa lezioni sospese, organizzazione saltata e costi che ricadono su una struttura già chiamata a fare i conti con risorse e tempi stretti. “Non si può considerare normale che una scuola venga lasciata sola davanti a episodi del genere”, è il tipo di contestazione che ora attraversa il quartiere, mentre le responsabilità precise sono ancora da accertare.

Il quadro si complica sul fronte delle opere pubbliche. Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, la Regione avrebbe definanziato 16,6 milioni di euro destinati a interventi nelle periferie della Capitale, con progetti che riguardano Torresina, Monte Stallonara, La Storta e Castelverde. Tra le opere indicate ci sono strade e fognature. La giunta Rocca avrebbe motivato la scelta con ritardi attribuiti ad Astral, mentre il consigliere del Pd Valeriani ha parlato di “risorse fondamentali per migliaia di residenti” cancellate.

Qui la polemica non è un dettaglio. Se un ente accusa una società dei ritardi, la domanda è semplice: perché a pagare devono essere i residenti? E se i progetti erano davvero fermi o insufficientemente avanzati, perché non intervenire prima con controlli, cronoprogrammi vincolanti e una comunicazione trasparente? Al momento il nodo politico è proprio questo: capire se si tratti di una correzione necessaria dei conti o dell’ennesimo rinvio scaricato sui quartieri più fragili.

Periferie di Roma, tra scuole fragili e lavori rinviati

Grotte Celoni, Torresina, Monte Stallonara, La Storta e Castelverde non sono lo stesso caso e non vanno trasformati in un’unica emergenza indistinta. Da una parte c’è un’intrusione scolastica con danni stimati e un rientro rapido da organizzare; dall’altra ci sono finanziamenti contestati e interventi infrastrutturali che rischiano di slittare. Il punto comune, però, è la vulnerabilità quotidiana dei servizi.

Una scuola che deve essere ripulita dopo un atto vandalico e una strada che attende lavori non raccontano la stessa storia, ma pongono una domanda identica sulla qualità della macchina pubblica: chi verifica, chi interviene e in quali tempi? Per le famiglie non basta sapere che il problema è stato preso in carico. Servono date, responsabilità tracciabili e aggiornamenti comprensibili, non rimpalli tra istituzioni.

Il rientro degli alunni alla Calipari è previsto a breve, ma la soluzione dell’emergenza non cancella il problema della sicurezza degli istituti. Allo stesso modo, annunciare o revocare fondi senza spiegare con precisione lo stato dei cantieri lascia i residenti in mezzo a una disputa amministrativa. Nelle periferie, dove ogni ritardo pesa di più, la politica può ancora permettersi di chiamarlo soltanto disguido?

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