Non più soltanto il gioco truccato sul marciapiede: a Roma la truffa delle tre campanelle si sarebbe trasformata, in alcuni casi, in uno strumento di pressione sui turisti. Due adolescenti pugliesi sono state bloccate in via dei Fori Imperiali e il padre sarebbe stato costretto a consegnare denaro.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, agli accompagnatori sarebbe stata rivolta una minaccia precisa: «Se non ci dai i soldi non le lasciamo andare». La vicenda, riferita alla polizia, aggiunge un elemento particolarmente grave a un fenomeno già noto nelle aree monumentali della Capitale, dove i visitatori vengono avvicinati con il pretesto di una partita.
Il meccanismo parte spesso da un’apparente scommessa. Le campanelle vengono spostate rapidamente e il risultato può essere manipolato; intorno al tavolo si muovono complici che fingono di vincere, così da convincere il turista a puntare altro denaro. Quando la vittima prova a tirarsi indietro, la pressione può aumentare attraverso insistenze, accerchiamenti e richieste di pagamento.
Nel caso delle due adolescenti, la dinamica avrebbe superato il confine della truffa per assumere i contorni di una coercizione fisica e psicologica. È un passaggio che dovrà essere ricostruito dagli investigatori, distinguendo le responsabilità individuali e verificando ogni dettaglio della denuncia. Il dato riferito dalla polizia, con circa 200 persone denunciate nell’ambito dei controlli contro questo tipo di attività, mostra comunque quanto il fenomeno sia radicato e difficile da estirpare.
Come funziona la truffa delle tre campanelle e perché colpisce i turisti
Le zone intorno ai monumenti romani offrono alle bande un contesto favorevole: grande afflusso di visitatori, persone spesso distratte, barriere linguistiche e poco tempo per capire cosa stia accadendo. Il gioco viene presentato come una semplice occasione per guadagnare, ma la presenza di complici e la pressione del gruppo possono rendere difficile allontanarsi senza pagare.
La vicenda di via dei Fori Imperiali segnala però un rischio ulteriore: il coinvolgimento dei familiari, usati come leva per ottenere denaro. Per chi visita Roma, la prudenza non significa rinunciare alle aree turistiche, ma evitare qualsiasi scommessa improvvisata, non consegnare contanti sotto minaccia e rivolgersi subito alle forze dell’ordine. La domanda, ora, riguarda la capacità dei controlli di prevenire queste situazioni prima che una truffa di strada diventi un episodio di paura per intere famiglie.
