Un comunicato dell’UCOII pubblicato il 25 ottobre 2026 richiama la necessità di distinguere tra condotte individuali e identità collettive. L’organizzazione ribadisce che la responsabilità è personale e che la critica può colpire idee e comportamenti senza trasformare l’islam in un bersaglio collettivo.
Rischi delle generalizzazioni
Il comunicato sottolinea che trasformare fatti di cronaca o comportamenti di singole persone in una giustificazione contro un’intera comunità alimenta stereotipi e paura, danneggiando la convivenza democratica.
Azioni e richieste
L’UCOII chiede a media e politica di verificare i fatti, contestualizzare le condotte individuali e respingere ogni estremismo, mantenendo la libertà di espressione.
Fra le citazioni, il presidente Yassine Baradai afferma: «Non chiediamo immunità dalla critica e non vogliamo sottrarre nessuno al giudizio sui propri comportamenti. Chiediamo il contrario: che ciascuno risponda di ciò che fa e che nessuna fede venga trasformata nel capo d’accusa contro milioni di persone. Generalizzare non rende l’Italia più sicura; la divide. La responsabilità individuale, la precisione delle parole e il rispetto della dignità umana sono la base di una convivenza libera e matura.»
UCOII annuncia che interverrà nel dibattito pubblico e, se necessario, presso sedi deontologiche e giuridiche, per difendere la dignità e la sicurezza di tutti.
