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UGL Salute: «Errori sanitari, 516 milioni di costi: la vera emergenza è una sanità lasciata senza difesa»

UGL Salute denuncia costi legati agli errori sanitari e chiede investimenti concreti, gestione del rischio clinico e riforme per una sanità pubblica più sicura e sostenibile.

UGL Salute: «Errori sanitari, 516 milioni di costi: la vera emergenza è una sanità lasciata senza difesa»

Roma, 21 ottobre 2026 – I 516 milioni di euro accantonati dalle strutture sanitarie pubbliche per far fronte ai sinistri, e i circa 2,26 miliardi di fondi complessivi, rappresentano un campanello d’allarme per il Servizio sanitario nazionale, secondo Gianluca Giuliano, Segretario nazionale UGL Salute.

«Non si può chiedere l’infallibilità a chi lavora tra carenze di organico e reparti sovraffollati. Servono investimenti, sicurezza e prevenzione»

«La sicurezza delle cure non può essere affidata esclusivamente alla responsabilità del singolo professionista. Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter lavorare con organici adeguati, turni sostenibili, tecnologie aggiornate e strutture sicure. Non si può pretendere l’infallibilità da chi opera quotidianamente sotto pressione, spesso in reparti sovraffollati e con carenze organizzative che si trascinano da anni».

Per UGL Salute è fondamentale distinguere le responsabilità individuali dalle criticità organizzative, senza mai mettere in secondo piano il diritto dei pazienti a essere tutelati e ottenere giustizia.

«Il contenzioso, anche quando non si traduce in una condanna, può avere conseguenze pesanti sulla vita professionale e personale degli operatori, alimentando paura, medicina difensiva e disaffezione verso il servizio pubblico. In una fase in cui la sanità fatica a trattenere e reclutare personale, non possiamo ignorare questo problema».

Il sindacato chiede di rafforzare la gestione del rischio clinico attraverso l’analisi degli eventi avversi e dei near miss, audit multidisciplinari, formazione continua e procedure efficaci. Segnalare un rischio deve diventare un’opportunità per correggere le criticità e prevenire nuovi danni, non un motivo per alimentare una cultura della paura.

«Non possiamo limitarci a pagare il conto degli errori quando ormai si sono verificati. Dobbiamo investire per evitarli, rafforzando gli organici, migliorando l’organizzazione del lavoro e garantendo condizioni assistenziali adeguate. La prevenzione tutela i pazienti, sostiene i professionisti e consente di utilizzare meglio le risorse pubbliche».

«La nostra posizione è chiara: difendere i pazienti e tutelare chi lavora nella sanità sono obiettivi inseparabili. Chiediamo riforme accompagnate da investimenti concreti e dal coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. La sicurezza delle cure si costruisce ogni giorno, mettendo gli operatori nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro», conclude Giuliano.

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