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Via dei Giornalisti, 80 famiglie rischiano lo sfratto: riqualificare per chi?

Via dei Giornalisti, 80 famiglie rischiano lo sfratto: riqualificare per chi?

Ottanta famiglie rischiano di perdere la casa in via dei Giornalisti, a Roma. Tra gli inquilini coinvolti ci sono una donna di 92 anni, una coppia di ottantenni e persone con problemi di salute: la domanda decisiva è semplice, «riqualificare per chi?».

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, il caso riguarda gli alloggi gestiti dal fondo Investire Sgr, che punta alla riqualificazione di nove palazzine per un totale di 230 appartamenti. Il progetto immobiliare si intreccia però con una questione molto concreta: i residenti contestano i costi delle nuove locazioni e temono di non poter sostenere economicamente il dopo.

Il nodo non è soltanto urbanistico. Quando un intervento di recupero modifica le condizioni abitative, il rischio è che la riqualificazione diventi, per chi già vive in una situazione fragile, l’anticamera dell’espulsione dal quartiere. Non è una conseguenza automatica, ma è il timore che emerge dalla vicenda e che rende necessario chiarire tempi, canoni e alternative.

Per gli anziani e per le persone malate, cambiare casa non equivale a cambiare indirizzo. Significa affrontare traslochi, nuovi riferimenti sanitari, distanze dai servizi e una rete sociale che può essere difficile da ricostruire. Per le famiglie con redditi limitati, invece, l’aumento del canone può trasformare una difficoltà abitativa in un’emergenza.

La società proprietaria o gestore ha indicato la riqualificazione degli edifici come obiettivo dell’intervento. Ma il recupero del patrimonio immobiliare non può essere valutato soltanto attraverso il numero degli appartamenti rinnovati o il valore futuro degli immobili. Conta anche la possibilità, per chi già abita quelle case, di restare in condizioni sostenibili.

Il ruolo delle istituzioni diventa quindi decisivo. Comune e Municipio dovrebbero favorire un confronto trasparente tra fondo, residenti e servizi sociali, verificando caso per caso la condizione dei nuclei più esposti. Prima degli sfratti, servono informazioni chiare e soluzioni praticabili; dopo, il rischio è che l’emergenza ricada interamente sulle famiglie e sulla rete pubblica di assistenza.

Via dei Giornalisti, cosa succede alle famiglie

Il complesso è composto da nove palazzine e comprende 230 appartamenti. Al momento, secondo le informazioni disponibili, sono circa 80 i nuclei familiari indicati come a rischio. Tra loro figurano persone anziane e residenti con problemi di salute, categorie per le quali la continuità abitativa assume un peso particolare.

Il punto da chiarire riguarda la distanza tra i canoni attuali e quelli previsti dopo la riqualificazione, oltre alle eventuali modalità di ricollocazione. Questi aspetti risultano centrali per capire se l’intervento potrà accompagnare gli inquilini o se produrrà, di fatto, un ricambio sociale dell’area. Su tempi, condizioni e soluzioni definitive saranno necessari ulteriori chiarimenti.

Una città può migliorare i propri edifici senza perdere di vista le persone che li abitano. Ma se la manutenzione e il rilancio diventano sostenibili solo per chi può permetterseli, chi garantisce il diritto a restare alle famiglie più fragili?

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