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Vigne Nuove cambia volto: l’ex mercato diventa un gioco per tutti

Vigne Nuove cambia volto: l’ex mercato diventa un gioco per tutti

A Vigne Nuove un ex mercato prova a smettere di essere soltanto uno spazio vuoto. Pesci, meduse, coralli e stelle marine hanno trasformato la piazza in un paesaggio colorato, pensato per essere attraversato, abitato e giocato.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, l’intervento nasce dal progetto europeo We-Z e mette insieme studenti, artisti, residenti e persone con disabilità. L’inaugurazione è prevista per il 15 ottobre, con una festa di quartiere.

La novità non sta soltanto nei colori o nella capacità dell’opera di attirare lo sguardo. Il punto è capire se una superficie finora percepita come marginale possa diventare un luogo quotidiano, capace di accogliere bambini, famiglie e persone con esigenze diverse. La definizione di «grande gioco a cielo aperto» rende bene l’idea, ma sarà l’uso reale dello spazio a stabilire se il progetto avrà lasciato un segno.

In una Roma attraversata da paure, segnalazioni di degrado e richieste di maggiore sicurezza, ogni intervento di rigenerazione urbana rischia di essere caricato di aspettative eccessive. Un’opera artistica non sostituisce i controlli, i servizi, la manutenzione o una presenza stabile delle istituzioni. Può però contribuire a cambiare il modo in cui un quartiere guarda a un luogo, soprattutto quando la trasformazione nasce dal coinvolgimento di chi quello spazio lo vive.

È qui che il progetto We-Z affronta la sua prova più importante. Coinvolgere persone con disabilità significa non limitarsi a decorare una piazza, ma interrogarsi sull’accessibilità e sulla possibilità che il nuovo parco-gioco sia davvero utilizzabile da tutti. La partecipazione, però, non può esaurirsi nella fase creativa: deve continuare nella cura, nella programmazione delle attività e nell’ascolto dei residenti.

Vigne Nuove, come cambia lo spazio pubblico

L’ex mercato può diventare un punto di riferimento se il quartiere riconoscerà quello spazio come proprio. Per riuscirci serviranno continuità, pulizia, illuminazione adeguata e attenzione alle condizioni delle strutture: aspetti meno visibili di un murale, ma decisivi per evitare che una riqualificazione si trasformi rapidamente in un ricordo dell’inaugurazione.

Il valore dell’intervento sarà quindi misurabile nel tempo. Se bambini e famiglie torneranno a frequentare la piazza, se le attività coinvolgeranno stabilmente residenti e scuole, se l’accessibilità resterà una priorità, allora il “lago” colorato sarà più di un’immagine suggestiva. Sarà un esperimento concreto di restituzione dello spazio pubblico, con tutti i dubbi e le responsabilità che questo comporta.

La festa del 15 ottobre sarà il primo momento per vedere il nuovo volto di Vigne Nuove. La domanda vera arriverà dopo: Roma saprà prendersi cura di questa trasformazione anche quando i riflettori si saranno spenti?

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