Banda della Magliana – Confiscato il patrimonio Diotallevi che comprendeva moltissime auto, motoveicoli e anche opere d’arte…

Il romano Ernesto Diotallevi, è da sempre vicino agli ambienti della criminalità della destra, ed è un elemento di grande spessore della Banda della Magliana. Il Capo-clan Danilo Abbruciati gli ha conferito l’ordine di fungere da trait d’union tra tale sodalizio e il mondo economico-finanziario della Capitale. Ma non solo, anche di occuparsi delle relazioni con gli esponenti di cosa nostra siciliana, facendo riferimento al boss palermitano Pippo Calò. Lui è il capo mandamento di Portanuova e storico ‘tesoriere’ della mafia, presente a Roma sotto falso nome. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno dando il via all’esecuzione del mandato emesso dalla locale Corti di Appello, per confiscare auto e motoveicoli, opere d’arte, società e conti bancari, per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro e molti immobili.

Dopo un lungo iter che ha decretato la posizione di Diotallevi al giudizio di tutti i gradi di giudizio sino alla Corte di Cassazione la quale, a gennaio 2018, ha annullato il decreto con cui la Corte di Appello. A maggio 2017, aveva disposto, in riforma della decisione del Tribunale risalente a gennaio 2015, la revoca parziale della misura ablativa. A oggi gli oggetti confiscati sono: quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 8 società, operanti nel settore della compravendita di immobili. Anche della costruzione di imbarcazioni, del commercio di energia elettrica, dei trasporti marittimi e delle holding, 43 unita immobiliari, site in Roma, Gradara (PU) e Olbia (SS) e depositi bancari e polizze vita.

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