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Positivo al Covid: Antonio Ricci ricoverato in ospedale

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Positivo al Covid: ricoverato in ospedale.

Antonio Ricci ricoverato in ospedale. Il papà di ‘Striscia la Notizia’ sarebbe risultato positivo al . 70 anni lo scorso 26 giugno, Ricci si trova ora nel nosocomio di Albenga, la città dove è nato. La decisione del ricovero, per motivi puramente precauzionali, sarebbe arrivata dopo un confronto con i suoi medici. Già nel pomeriggio di ieri c’erano stati i primi rumors, poi confermati in serata. La messa in onda del programma, condotto su Canale 5 da Ficarra e Picone, non subirà comunque variazioni. Non trovano invece conferma le voci di un trasferimento al San Martino di Genova, presso il reparto di malattie infettive diretto da Matteo Bassetti: la famiglia ha infatti confermato che Ricci resterà al Santa Maria di Misericordia, in quanto ha “piena fiducia nell’equipe medica del dottor Riccio“.

 

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Nuovo Dpcm, Confesercenti: “Avrà un impatto grave sulle imprese”

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Secondo la Presidente di Confesercenti le nuove restrizioni avranno un impatto devastante su molte categorie di esercenti commerciali

Le restrizioni del nuovo Dpcm avranno gravissime ripercussioni su molteplici settori dell’economia nazionale. Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti, si è espressa in maniera categorica sul grande rischio che stanno correndo tante categorie di lavoratori. “Le misure di restrizione previste dal Dpcm avranno un impatto grave su migliaia di attività, già logorate dalla crisi innescata dalla pandemia. Le imprese hanno bisogno di sapere immediatamente quali supporti sono previsti a loro sostegno. Servono certezze immediate sul decreto ristori: abbiamo chiesto al governo un incontro urgente, per avere delle risposte“.

Le categorie più penalizzate

“Le limitazioni colpiranno tutto il sistema delle PMI. Non solo palestre, piscine, centri benessere, sale giochi e tutta la filiera degli eventi, delle cerimonie e dello spettacolo, per cui è previsto lo stop totale; il provvedimento mette di fatto in lockdown anche la somministrazione“, continua. “Bar, pub e ristoranti non saranno più in condizione di operare, ha aggiunto. Chiudere alle 18, quando l’attività diurna delle colazioni e dei pranzi è stata già messa in ginocchio dallo smartworking, vuole dire rendere antieconomico aprire. La raccomandazione di non muoversi, inoltre, avrà un impatto negativo sul turismo, sui consumi e su tutte le altre attività di vicinato, negozi in primo luogo. Le imprese rischiano di non riuscire a sostenere questo nuovo colpo. Bisogna rendere subito operativi nuovi sostegni concreti, non c’è tempo da perdere“, ha concluso la De Luise.

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