Bimbo morto a Furio Camillo, chiesta condanna per il tecnico Atac che provò a salvarlo

Richiesta choc per il dipendente della municipalizzata implicato nella vicenda del bimbo morto a Furio Camillo.

Bimbo morto a Furio Camillo, la Procura di Roma si è espressa. E ha chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo. La vicenda risale al luglio del 2015: il piccolo, insieme alla sua mamma, era rimasto imprigionato in uno dei vani della stazione della Metro A. In loro soccorso era giunto un tecnico dell’Atac, al quale proprio questo slancio di solidarietà è stato ora fatale.

Secondo i pm infatti non avrebbe dovuto essere lui a salvare la donna e il bambino, bensì altri operai con maggiori abilità. Una ricostruzione smentita dai difensori dell’imputato, che , a loro avviso, era autorizzato ad agire in quel modo sotto emergenza. L’uomo sostiene di aver messo la signora al corrente dell’intervento, chiedendole di allontanarsi dalla porta. Inoltre, aggiunge, anche i colleghi sapevano di quanto stava per fare e nessuno gliel’avrebbe impedito.

Ora starà ai giudici dare il proprio verdetto: se sarà di colpevolezza, il tecnico, su richiesta delle parti civili, dovrà anche risarcire il danno causato da un azione “improvvisa e intempestiva”. Sull’entità di quest’ultimo, sono stati chiamati a pronunciarsi gli stessi magistrati. I quali dovranno infine vagliare la posizione di Atac: secondo i pm, infatti, non avrebbe fornito ai dipendenti adeguata formazioni su questo tipo di episodi. Accusa per la quale invece secondo i legali dovrebbe essere esclusa dal processo.

INTANTO GUAI PER LA RAGGI IN CONSIGLIO COMUNALE