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Cervinia cambia nome, storica novità per la località valdostana

Il nome di Cervinia cambia in Le Breuil: la decisione del Consiglio comunale di Valtournenche
Il Comune di Valtournenche, riporta l’Ansa, ha avviato una ricerca nel 2011 per determinare ufficialmente i toponimi del piccolo paese valdostano, e questo ha portato al cambiamento del nome di Cervinia, che ora si chiama Le Breuil.
Una commissione tecnica ha consultato gli archivi per recuperare le antiche denominazioni di villaggi, frazioni e località, portando così alla ripresa della denominazione antica della conca del Breuil, dove si trova la famosa località turistica di Cervinia.
La decisione è stata oggetto di dibattito, con netto dissenso da parte di alcune fazioni politiche. Fratelli d’Italia ha espresso il suo stupore e sgomento, sottolineando l’importanza del brand Cervinia a livello nazionale e internazionale e il potenziale impatto negativo sul settore turistico alberghiero e sull’immagine della Valle d’Aosta.
Tuttavia, il provvedimento ha ottenuto l’approvazione e il presidente Renzo Testolin ha firmato il decreto a settembre. Nonostante ciò, l’attuale sindaco di Valtournenche, Elisa Cicco, ha manifestato la volontà di trovare una soluzione assieme all’amministrazione regionale e chiedere di poter rettificare la denominazione, mantenendo il nome Cervinia.
Le procedure per l’attribuzione delle denominazioni ufficiali dei villaggi, delle frazioni e delle località dei comuni valdostani sono definite da una legge regionale del 1976. Il presidente Testolin ha sottolineato che la decisione di adottare la denominazione Le Breuil senza la dicitura Cervinia è stata oggetto di un confronto prolungato e di un consenso espresso dal Consiglio comunale di Valtournenche.
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Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai

Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai, condannata a 9 anni. #Ostia #Truffa #Notizie
Una vicenda a dir poco incredibile si è verificata a Ostia, dove una falsa guaritrice, definita una vera e propria “santona”, è stata arrestata e condannata a nove anni di prigione. La donna era riuscita ad ingannare molte persone con la promessa di cure miracolose per il cancro, utilizzando presunti poteri spirituali e facendo affidamento sull’intelligenza artificiale.
L’arresto è avvenuto dopo un’indagine approfondita portata avanti dalle forze dell’ordine che hanno raccolto sufficienti prove contro di lei. “Una manipolazione del dolore altrui” è stata la definizione fornita dagli investigatori, i quali hanno sottolineato come la santona sfruttasse la disperazione delle sue vittime per estorcergli denaro.
La condanna è stata accolta con sollievo dalle vittime e dalle loro famiglie, molte delle quali si erano affidate a lei nella speranza di trovare una cura impossibile. “Una giustizia attesa da tempo”, ha commentato uno dei parenti delle vittime, esprimendo il sentimento comune di chi ha subito questo inganno.
Sebbene la sentenza rappresenti un’importante vittoria, resta la ferita aperta per chi ha vissuto questo dramma. La vicenda solleva interrogativi importanti sull’influenza e le possibilità di frode legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti così delicati.
Le autorità continuano a fare appelli alla popolazione affinché resti vigile e diffidente nei confronti di chi promette cure miracolose. Questa storia tragica è un monito su quanto sia essenziale verificare sempre la validità delle informazioni e delle pratiche mediche proposte.
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Orban e il Tango con l’Ue: Un Ballo a Passi di Attrito e Diplomazia

Accordo storico o resa? I dazi tra USA e UE accendono il dibattito. 🌍🤔 #Trump #VonDerLeyen #Orban
C’è chi celebra l’accordo come un “enorme” traguardo, frutto di un “duro negoziato”, e chi invece, come il primo ministro ungherese Viktor Orban, lo vede come una “debolezza commerciale” dell’Unione Europea. “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione.” – Un commento pungente per sottolineare la forza di Trump rispetto alla presidente della Commissione.
Orban, notoriamente critico verso Bruxelles, non ha risparmiato le sue parole dure, affermando il suo disappunto per il nuovo impegno dell’UE di acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari in tre anni. L’accordo, che fissa nuovi dazi al 15% a partire dal primo agosto, esclude materiali come acciaio e alluminio, i cui dazi rimangono al 50%.
“Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”, ha aggiunto Orban, insistendo sul fatto che nonostante i tentativi di presentarlo come un successo, questo accordo non sarebbe stato positivo per l’Europa. Il leader ungherese ha chiarito che l’Ungheria si tirerà fuori dall’UE se i “vantaggi supereranno gli svantaggi”.
La metafora di Orban non passa inosservata, concludendo che l’accordo con gli Stati Uniti risulti “peggiore” di quello ottenuto dal Regno Unito. La tensione tra il mantenimento dell’alleanza atlantica e gli interessi europei continua ad alimentare il dibattito politico. Resta da vedere come l’unione gestirà queste divisioni in futuro.
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