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Svizzera, pena ridotta per condannato per stupro: la motivazione è incredibile

Condannato per stupro ottiene uno sconto di pena in Svizzera
Il sistema giudiziario svizzero è stato al centro di un acceso dibattito dopo che un uomo portoghese di 33 anni è riuscito a ottenere uno sconto di pena per aver commesso violenza sessuale perché, secondo i giudici, l’aggressione è durata solo 11 minuti.
La sentenza, emessa dalla Corte suprema svizzera, ha sollevato polemiche e indignazione nell’opinione pubblica del Paese.
La vicenda giudiziaria ebbe inizio nel 2020, quando l’uomo portoghese insieme a un ragazzo di 17 anni furono imputati per aver commesso violenza sessuale nei confronti di una donna. La vittima fu aggredita e violentata nei pressi della sua abitazione, e non avrebbe mai immaginato che la durata dell’aggressione avrebbe avuto un impatto così significativo sulla condanna dei suoi aguzzini.
Inizialmente, il 30enne fu condannato a 4 anni e 3 mesi di carcere, ma i suoi legali presentarono ricorso in appello ottenendo uno sconto di pena grazie alla durata “breve” dello stupro, secondo i giudici. Inoltre, i giudici hanno sostenuto che la vittima avrebbe “giocato con il fuoco, inviando dei cattivi segnali”, creando un ulteriore clamore riguardo alla condanna emessa.
Le femministe hanno reagito prontamente a questa decisione, manifestando per le strade di Basilea nel 2021 per ottenere giustizia. La vittima ha cercato di portare il caso al Tribunale Federale di Losanna, ma la sentenza non è stata diversa. La Corte ha ribadito che la considerazione della durata dell’aggressione sessuale nel fissare una condanna è conforme al diritto federale, confermando l’assurdo sconto di pena basato sulla breve durata dello stupro.
Questa decisione ha sollevato interrogativi sulla giustizia e l’equità del sistema legale svizzero, portando a un’ampia discussione pubblica sulla necessità di riforme e cambiamenti nelle valutazioni delle condanne per reati di violenza sessuale. S.A., “Svizzera: condannato per stupro ottiene uno sconto di pena perché “è durato solo 11 minuti”.
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Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai

Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai, condannata a 9 anni. #Ostia #Truffa #Notizie
Una vicenda a dir poco incredibile si è verificata a Ostia, dove una falsa guaritrice, definita una vera e propria “santona”, è stata arrestata e condannata a nove anni di prigione. La donna era riuscita ad ingannare molte persone con la promessa di cure miracolose per il cancro, utilizzando presunti poteri spirituali e facendo affidamento sull’intelligenza artificiale.
L’arresto è avvenuto dopo un’indagine approfondita portata avanti dalle forze dell’ordine che hanno raccolto sufficienti prove contro di lei. “Una manipolazione del dolore altrui” è stata la definizione fornita dagli investigatori, i quali hanno sottolineato come la santona sfruttasse la disperazione delle sue vittime per estorcergli denaro.
La condanna è stata accolta con sollievo dalle vittime e dalle loro famiglie, molte delle quali si erano affidate a lei nella speranza di trovare una cura impossibile. “Una giustizia attesa da tempo”, ha commentato uno dei parenti delle vittime, esprimendo il sentimento comune di chi ha subito questo inganno.
Sebbene la sentenza rappresenti un’importante vittoria, resta la ferita aperta per chi ha vissuto questo dramma. La vicenda solleva interrogativi importanti sull’influenza e le possibilità di frode legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti così delicati.
Le autorità continuano a fare appelli alla popolazione affinché resti vigile e diffidente nei confronti di chi promette cure miracolose. Questa storia tragica è un monito su quanto sia essenziale verificare sempre la validità delle informazioni e delle pratiche mediche proposte.
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Orban e il Tango con l’Ue: Un Ballo a Passi di Attrito e Diplomazia

Accordo storico o resa? I dazi tra USA e UE accendono il dibattito. 🌍🤔 #Trump #VonDerLeyen #Orban
C’è chi celebra l’accordo come un “enorme” traguardo, frutto di un “duro negoziato”, e chi invece, come il primo ministro ungherese Viktor Orban, lo vede come una “debolezza commerciale” dell’Unione Europea. “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione.” – Un commento pungente per sottolineare la forza di Trump rispetto alla presidente della Commissione.
Orban, notoriamente critico verso Bruxelles, non ha risparmiato le sue parole dure, affermando il suo disappunto per il nuovo impegno dell’UE di acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari in tre anni. L’accordo, che fissa nuovi dazi al 15% a partire dal primo agosto, esclude materiali come acciaio e alluminio, i cui dazi rimangono al 50%.
“Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”, ha aggiunto Orban, insistendo sul fatto che nonostante i tentativi di presentarlo come un successo, questo accordo non sarebbe stato positivo per l’Europa. Il leader ungherese ha chiarito che l’Ungheria si tirerà fuori dall’UE se i “vantaggi supereranno gli svantaggi”.
La metafora di Orban non passa inosservata, concludendo che l’accordo con gli Stati Uniti risulti “peggiore” di quello ottenuto dal Regno Unito. La tensione tra il mantenimento dell’alleanza atlantica e gli interessi europei continua ad alimentare il dibattito politico. Resta da vedere come l’unione gestirà queste divisioni in futuro.
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