Se c’è una cosa di cui non possiamo fare a meno quando parliamo della tratta Roma-Napoli, è la scottante realtà degli incidenti stradali. Prima il furto di cavi che ha bloccato la circolazione, poi le notizie di sinistri che continuano a moltiplicarsi: non è forse un chiaro segnale che il sistema ha bisogno di una revisione completa?
La recente paralisi del servizio ferroviario, causata da un furto di cavi, ha portato a ritardi significativi alla stazione Termini, creando non pochi disagi ai pendolari e ai viaggiatori. Ma dietro questo episodio si nasconde un problema più profondo: quanto possiamo considerare sicura la nostra rete di trasporti? Secondo un report del Ministero delle Infrastrutture, il tratto Roma-Napoli è tra i più critici del paese per quanto riguarda gli incidenti stradali, con una media che sfiora i 400 eventi all’anno.
Ma non è solo una questione di numeri. I luoghi critici sono ben noti: incroci mal segnalati, strade dissestate, illuminazione carente. Eppure le istituzioni sembrano rimanere a guardare. Come si può giustificare una mancanza di azione quando le statistiche parlano chiaro? Il Governo ha l’obbligo di proteggere i cittadini, ma continuamente viene messa in discussione l’efficacia delle politiche di sicurezza stradale. “Dobbiamo fare di più”, ha dichiarato un esperto in tema, ma le parole sembrano svanire nel nulla.
Statistiche sugli Incidenti Stradali sulla Roma-Napoli
Secondo i dati forniti dall’ISTAT, il traffico lungo il tratto Roma-Napoli rappresenta il 15% degli incidenti stradali complessivi nel Lazio. Gli incidenti causati da distrazioni al volante hanno visto un aumento del 20% negli ultimi cinque anni. Purtroppo, si registrano anche numeri raccapriccianti: nel 2022, 50 vittime sono state segnalate lungo questo tragitto.
In termini di misure di sicurezza, la situazione non è rosea. Le telecamere di sorveglianza, che potrebbero servire a monitorare comportamenti scorretti, sono spesso guaste o mal posizionate, rendendo difficile l’intervento delle autorità. La segnaletica è spesso invisibile e le strade non sempre manutenzionate. Cos’altro deve succedere affinché si cominci a fare sul serio?
Di fronte a queste problematiche, il dubbio sorge spontaneo: siamo disposti ad aspettare che sia troppo tardi per agire? La sicurezza stradale deve diventare una priorità, o continueremo a perderci in statistiche senza fare nulla di concreto per cambiare le cose?


