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Maestra denuncia: quante ore gratis per non far crollare gli asili?

Di Italo Lauro18 Luglio 2026 - 10:151 ora fa 2 min di lettura
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Maestra denuncia: quante ore gratis per non far crollare gli asili?
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Non è facile fare il lavoro di educatore, e se ci mettiamo anche il dover combattere contro il lavoro non retribuito, la situazione diventa insostenibile. Simonetta Anaclerio, una maestra precaria, ha lanciato un grido d’allerta: “Non ci sono straordinari, finiamo a lavorare gratis per tutelare le famiglie”. Una denuncia che colpisce e fa emergere un problema su cui nessuno sembra volere davvero fare chiarezza.

La realtà è che basta un’assenza, anche solo di un insegnante, per mandare in tilt un’intera giornata educativo. In un mondo dove la precarietà regna sovrana, questi educatori si trovano costretti a rimanere oltre l’orario, senza un compenso, solo per garantire la continuità del servizio ai bambini e agli altri genitori. Dico io: è giusto che chi si occupa della formazione dei più piccoli debba sacrificare il proprio tempo senza ottenere nulla in cambio?

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, l’educazione dei nostri figli non dovrebbe essere una lotta tra educatori e sistema. Anaclerio ha parlato di pressione angosciante, una conseguenza diretta di un sistema che non solo non valorizza il lavoro delle maestre, ma praticamente lo rende invisibile. La qualità del servizio educativo si basa anche sul rispetto e sulla valorizzazione economica di chi lo offre, e i genitori, in buona fede, non possono sapere quanto effettivamente è sacrificato in nome della continuità.

Le implicazioni per le famiglie e gli educatori

È necessario riflettere sulle ripercussioni di questa situazione sulle famiglie. Quando un’educatrice è costretta a lavorare in condizioni di precarietà, è il benessere dei bambini che ne risente. I genitori, d’altro canto, si trovano a dipendere da un servizio che, nonostante la dedizione di educatori come Simonetta, è sempre più instabile. Una presenza costante e preparata è fondamentale per lo sviluppo dei piccoli, eppure il sistema educativo, invece di sostenere questi professionisti, sembra abbandonarli al loro destino.

Serve urgentemente un intervento delle istituzioni. Non solo per garantire che le maestre siano pagate per ogni ora lavorata, ma anche per mettere in campo un vero e proprio piano di assunzioni e stabilizzazioni. Le famiglie vogliono un servizio di qualità per i propri figli, mentre gli educatori meritano di lavorare in un contesto di rispetto e riconoscimento. Se non si interviene ora, cosa succederà domani? E, soprattutto, chi si occupa del futuro dei nostri figli?