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Roma, Carte Pokémon contraffatte e gadget ‘fake’: sequestri e 7 denunce

Roma, Carte Pokémon contraffatte e gadget ‘fake’: sequestri e 7 denunce

Circa 4mila carte da collezione e da gioco contraffatte, oltre a gadget e articoli di merchandising, sono stati sequestrati dalla polizia locale di Roma Capitale nel corso di un’operazione in sei esercizi commerciali del V Municipio a Roma. Le indagini, coordinate dagli agenti del V Gruppo Prenestino, sono state avviate alcune settimane fa dopo segnalazioni sulla possibile commercializzazione di carte da collezione ‘Pokémon’ contraffatte e di dubbia provenienza. Durante sopralluoghi, attività di osservazione e verifiche, sono stati quindi acquisiti campioni dei prodotti in vendita e sottoposti a specifiche verifiche tecniche.

Secondo la ricostruzione della polizia locale, dagli accertamenti sono emerse diverse difformità rispetto ai prodotti originali, riguardanti, tra l’altro, la qualità e la nitidezza della stampa, la composizione degli inchiostri e alcune caratteristiche grafiche e tipografiche. I campioni sono stati successivamente sottoposti all’esame della società titolare del marchio, che ne ha confermato la non autenticità. Nel corso delle operazioni, eseguite questa mattina nei sei esercizi commerciali, tutti sottoposti a sequestro preventivo, sono state trovate e sottoposte a sequestro circa 4mila carte contraffatte, riconducibili a diversi marchi e prodotti di intrattenimento, comprese carte del gioco “Uno”, oltre a numerosi gadget e articoli di merchandising raffiguranti soprattutto personaggi di celebri cartoni animati.

Sette persone, tutte di nazionalità cinese e di età compresa tra i 29 e i 60 anni, sono state denunciate all’autorità giudiziaria per contraffazione e ricettazione; per una di loro è stata inoltre contestata l’ipotesi di frode in commercio. Tra gli aspetti ancora al centro di approfondimento investigativo vi è anche la possibile destinazione dei prodotti al mercato online. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la merce sarebbe stata destinata anche alla vendita, attraverso siti e piattaforme specializzate, dove i prodotti sarebbero stati proposti come originali. Sono tuttora in corso verifiche sulle modalità di commercializzazione e sulla provenienza dei prodotti.

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