La terza giornata dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, a Firenze, ha posto al centro la «democrazia energetica» con la presentazione di una ricerca sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e una serie di panel su abitare, economia sociale e innovazione.
Democrazia energetica e Comunità Energetiche Rinnovabili
La ricerca collegata al think tank sulle CERIS e all’Osservatorio Nazionale sulla Nuova Economia Sociale e Civile (ONESC) ha mappato 351 Comunità Energetiche Rinnovabili, incluse CER solidali e a impatto sociale. Secondo il lavoro, le CER si sviluppano soprattutto dove esistono reti associative e istituzionali forti; i modelli partecipativi e multistakeholder risultano più efficaci e producono risparmio energetico, contrasto alla povertà, investimenti locali e capitale sociale. Tuttavia restano poco conosciute: l’indice NESC sulla conoscenza è 0,32/1. Tra le proposte emerse, il riconoscimento delle CER come soggetti economici con accesso a risorse, trasparenza e accountability.
Mario Mantovani, presidente della Fundação Florestal do Estado de São Paulo, ha portato l’esempio dell’Amazzonia: «Anche queste comunità devono poter accedere all’energia: è una questione di democrazia». Mantovani ha illustrato l’obiettivo di dotare alcune comunità locali di pannelli solari, connessione internet e strumenti per valorizzare prodotti forestali (come le noci del Brasile), accompagnandole per evitare forme di sfruttamento e per ottenere certificazioni di valore sul mercato internazionale.
Nicola Armaroli (CNR) ha sottolineato che «il 90% delle tecnologie che servono per la transizione le abbiamo già» e che il ritardo è spesso culturale e organizzativo, anche per carenze pratiche: «In Italia ci sono 300 GW di richieste di allacciamento presso Terna solo per le rinnovabili… il problema è principalmente culturale: vogliamo fare la transizione elettrica, ma ci mancano banalmente gli elettricisti».
Chi resta indietro? Abitare insieme in un mondo che cambia
Nel panel dedicato all’abitare si sono confrontati Alessandro Maggioni (Presidente CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori), Anna Meli (Presidente di COSPE), Lorenzo Terzani (Presidente Consorzio Fabrica) e Alessandro Santoni (Coordinatore Nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni dell’ANCI e sindaco di San Benedetto Val di Sambro). Terzani ha ricordato l’impegno di Fabrica sulle politiche abitative e sull’inclusione delle fasce più deboli; Meli ha evidenziato come la crisi abitativa colpisca in modo più severo chi somma fragilità economica e discriminazioni legate a origine o permesso di soggiorno. Santoni ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei piccoli comuni, che rappresentano circa il 70% dei comuni italiani, come realtà centrali nel dibattito sul futuro del Paese.
Premio ‘Prepararsi al Futuro 2026’ e innovazione territoriale
Il Premio Nazionale ‘Prepararsi al Futuro 2026’, rivolto a startup costituite da meno di 36 mesi con focus sulla sostenibilità, è stato motivato da Silvia Rossi (Direttrice Fondosviluppo) come uno strumento per coniugare radicamento territoriale e competitività, richiedendo innovazione, competenze digitali e capacità manageriali. Franco Ferrarini (Fondazione Tertio Millennio) ha evidenziato il ruolo del credito cooperativo nell’accompagnare cooperative e startup.
La startup premiata è la cooperativa Atipiche di Collalto Sabino (Rieti), che propone la fermentazione come pratica culturale e produttiva all’interno di una filiera corta e partecipativa, con attività agroalimentari, laboratori, educazione alimentare e percorsi territoriali.
Economia civile e sociale: un orizzonte comune
Nel panel su Economia Sociale ed Economia Civile, Stefano Zamagni (Università di Bologna) ha definito l’economia civile come un paradigma che raccoglie diversi modelli, incluso quello dell’economia sociale. Gabriele Sepio (Fondazione Terzjus) ha ricordato la necessità di un quadro giuridico e normativo solido per sostenere organismi senza scopo di lucro che rispondono ai bisogni collettivi, richiamando il Piano nazionale per l’economia sociale.
Il Festival, promosso da Federcasse e organizzato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, SEC – Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e Fondazione MUS.E, ha dedicato ampio spazio ai collegamenti tra cultura ed economia, come sottolineato da Matteo Spanò (Fondazione MUS.E Firenze).
Per approfondimenti: ONESC – Osservatorio Nazionale sulla Nuova Economia Sociale e Civile (https://onesc.nexteconomia.org).
