Si è svolta a Firenze, nella terza giornata dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, la presentazione del “Rapporto 2026 sul BenVivere e la Generatività dei Territori (Aree vaste)”. Il documento, coordinato scientificamente da NeXt Economia e pubblicato da Ecra Edizioni, propone strumenti e politiche per mettere il benessere e la generatività al centro delle strategie di sviluppo territoriale.
Le proposte del Rapporto
Il Rapporto 2026 mette in rilievo la generatività delle persone come fattore chiave per lo sviluppo territoriale e propone di superare la frammentazione amministrativa mediante Aree Vaste. Tra le proposte emerse figurano la creazione di Osservatori Territoriali Generativi, l’integrazione di nuovi indicatori di BenVivere nelle politiche nazionali e regionali, lo sviluppo di Distretti di Economia Sociale e Civile e un «federalismo generativo multilivello» dotato di competenze adeguate. Il documento propone una «Riforma Istituzionale Generativa» basata su sussidiarietà, cooperazione e valutazione continua, e delinea una prospettiva di governance partecipativa definita come «co-crazia».
Interventi e voci dal Festival
La ministra per le Pari Opportunità e l’Infanzia della Sierra Leone, Isata Mahoi, ha aperto la giornata nel panel “Felicità pubblica e cooperazione: un patto tra Europa e Sud del mondo”, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale e auspicando un rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Italia e Sierra Leone: “vorrei che l’Italia e la Sierra Leone lavorassero insieme, rafforzando la loro collaborazione”.
Il professor Jan-Emmanuel De Neve (Università di Oxford) ha tenuto una lectio su «Misurare ciò che conta», evidenziando il ruolo del benessere nei luoghi di lavoro come fattore centrale per l’economia civile. Lorenzo Semplici (NeXt Economia) ha illustrato le innovazioni metodologiche del Rapporto, tra cui l’affiancamento agli indicatori oggettivi del parametro del benvivere percepito e l’aggiornamento della struttura della generatività.
Tra i commenti alla ricerca, Mirella Maffei (Assimoco) ha rilevato la necessità di misurare la copertura e la protezione delle persone nei territori per soluzioni concrete; Nicola Perini (Presidente Publiacqua) ha invitato le imprese a essere protagoniste per produrre ricchezza che resti sui territori; Susanna Cenni (Presidente ANCI Toscana) ha sottolineato la necessità di ricostruire il senso di comunità attraverso condivisione e partecipazione.
Nel panel su aree interne e nuove economie sono intervenuti il giurista Roberto Garofoli, che ha richiamato tre leve per la crescita (investimento e coesione sociale; competitività; qualità istituzionale), e Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli e Presidente ANCI), che ha evidenziato l’importanza dei trasporti e dei servizi per integrare aree interne e urbane. Marina Albanese ha collegato i temi del Festival di Firenze agli sviluppi attesi nell’edizione successiva di Renaissance in Economics a Napoli.
La mattinata si è chiusa con l’intervista a Philippe Aghion (Premio Nobel per l’Economia 2025), che ha discusso di flexicurity, reddito universale e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sottolineando come il modello sociale europeo possa essere più adatto a gestire la transizione rispetto al modello americano.
Organizzazione
Il Festival è promosso da Federcasse con Confcooperative e organizzato con NeXt – Nuova Economia per Tutti; il Rapporto è realizzato con il supporto di Federcasse BCC, il contributo di Fondosviluppo e la partnership con Avvenire. Tra i sostenitori figurano Assimoco, la Federazione Toscana delle BCC e Publiacqua, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze e altre realtà culturali e associative.
