La Polizia di Stato ha arrestato, nella serata di ieri, un uomo intercettato a bordo di un treno in arrivo alla stazione di Roma Termini, ritenuto autore di un’estorsione commessa ai danni di una coppia di anziani a Novara.
Le indagini e l’arresto
Secondo quanto riferito dalla Questura, le vittime sono state avvicinate nel primo pomeriggio con la scusa del finto carabiniere: dopo essere entrato nell’abitazione grazie alla presunta complicità di altre persone che le avevano intimidite telefonicamente, l’uomo avrebbe ottenuto denaro, gioielli e una pistola regolarmente detenuta. Nel tentativo di recuperare i propri averi, i coniugi sarebbero stati aggrediti, e l’autore si sarebbe dato alla fuga in direzione della stazione, salendo su un treno in partenza.
La Squadra Mobile di Novara, contattata subito dalle vittime, ha analizzato le immagini di videosorveglianza e ricostruito gli spostamenti del sospetto, che si sarebbe cambiato rapidamente gli abiti alla stazione per cercare di eludere le ricerche. Il percorso del soggetto è stato poi tracciato lungo la tratta ferroviaria, con la cooperazione delle sale operative della Polizia Ferroviaria e delle Squadre Mobili competenti.
All’arrivo del treno a Roma Termini gli operatori della Polizia Ferroviaria e della Squadra Mobile di Roma sono saliti a bordo, identificando il sospetto in una delle ultime carrozze mentre tentava di occultare uno zaino sotto il sedile. La refurtiva e l’arma sono state recuperate e l’uomo è stato condotto negli uffici del Reparto Stazione Roma Termini e tratto in arresto; la misura è stata poi convalidata dall’Autorità giudiziaria competente.
Refurtiva e stato delle indagini
All’interno dello zaino gli investigatori hanno rinvenuto, secondo il comunicato, una pistola Beretta calibro 7,65 con caricatore e 6 cartucce, un tirapugni, un pugnale a testa d’aquila, 24 monili d’oro e 380 euro in contanti. Le vittime, presso la Squadra Mobile di Novara, hanno riconosciuto l’autore e confermato che gli oggetti recuperati corrispondono a quanto sottratto.
La Questura sottolinea che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile.
