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Casa a Roma, la periferia non salva più: “Prezzi folli”

Casa a Roma, la periferia non salva più: “Prezzi folli”

Comprare casa a Roma è diventato impossibile anche lontano dal centro? La storia di Filippo Marzulli, 28 anni, suggerisce che il problema non riguardi più soltanto le zone turistiche o di pregio: dopo aver visitato circa cento appartamenti, il giovane non ha ancora trovato una soluzione sostenibile.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, la sua ricerca è partita da Talenti ed è arrivata fino a Torresina. «Ho iniziato da Talenti e sono arrivato fino a Torresina: prezzi folli», ha raccontato Marzulli. Una testimonianza individuale, certo, ma capace di fotografare una difficoltà ormai evidente per molti residenti: il reddito e i prezzi richiesti sembrano viaggiare su binari sempre più lontani.

La domanda è scomoda: se anche la periferia non rappresenta più un’alternativa accessibile, dove dovrebbe cercare casa chi vive e lavora nella capitale? Il passaggio dal centro ai quartieri esterni non sembra più garantire automaticamente costi compatibili, mentre l’offerta disponibile resta il punto decisivo da verificare zona per zona.

Quanto pesa l’iperturismo? E quanto incidono invece la scarsità di immobili, la domanda d’acquisto e la pressione degli affitti brevi? Senza dati completi sul singolo caso non è possibile attribuire a una sola causa l’aumento dei prezzi. Il tema, però, chiama in causa Comune, proprietari e regole del mercato: se l’abitazione diventa soprattutto un investimento, il rischio è che i residenti siano costretti a spostarsi sempre più lontano.

Dalla periferia nord a Torresina: la mappa della casa introvabile

Il percorso raccontato da Marzulli mette in fila due aree diverse della città e mostra il cambio di prospettiva necessario. Talenti non è il centro storico, ma è un quartiere consolidato e richiesto; Torresina rappresenta invece una direttrice più esterna, scelta da chi cerca prezzi teoricamente più accessibili. Il fatto che la ricerca si sia allargata senza arrivare a una soluzione dimostra, almeno nel suo caso, che il confine tra centro e periferia non basta più a spiegare il mercato.

La questione ora è capire se si tratti di una difficoltà personale o del sintomo di una crisi più ampia. Servirebbero dati aggiornati su prezzi, compravendite, disponibilità reale degli alloggi e impatto degli affitti brevi nei diversi quartieri. Senza questa fotografia, la politica rischia di discutere di emergenza abitativa senza sapere dove intervenire davvero: nel centro turistico, nelle periferie o nell’intero modello urbano di Roma?

Se anche dopo cento visite la casa resta fuori portata, la domanda non è più soltanto dove comprare, ma per chi sia ancora pensata la città.

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