Per Marisa Laurito la pizza non è soltanto una specialità da ordinare: è un legame con la propria storia. L’attrice napoletana racconta il rapporto con il piatto simbolo della sua città e ammette di cercarlo anche a Roma, senza però chiudere la porta alla tradizione capitolina.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, Laurito descrive la pizza con parole legate alla memoria e al conforto: «Per me è come un caldo abbraccio». Una definizione personale, ma capace di spiegare perché, soprattutto per chi è lontano dalla propria città, una ricetta possa diventare un gesto familiare, quasi domestico.
Il punto interessante del suo racconto non è stabilire quale pizza sia “migliore”. La stessa Laurito, pur inseguendo a Roma i sapori napoletani, riconosce il valore di una pizza romana fatta bene. Il confronto, quindi, non sembra una sfida tra campanili, ma il riflesso di due modi diversi di intendere impasto, consistenza e convivialità.
Pizza napoletana e pizza romana: due identità a confronto
La pizza napoletana viene generalmente associata a un impasto morbido, al bordo pronunciato e a una cottura rapida ad alta temperatura. Il risultato è una pizza elastica e avvolgente, pensata per essere gustata appena sfornata e spesso consumata con le mani. La sua forza sta nell’equilibrio tra pochi ingredienti e una precisa tecnica di lavorazione.
La pizza romana, invece, può presentarsi in forme diverse, ma richiama spesso una base più sottile e croccante. In teglia assume una consistenza particolarmente fragrante, mentre nella versione tonda punta su una maggiore leggerezza e friabilità. Non è una semplice alternativa alla napoletana: risponde a un gusto differente e a un altro ritmo del pasto, più legato alla scelta tra condimenti e alla possibilità di condividere più assaggi.
È proprio questa varietà a rendere Roma un luogo favorevole al dialogo gastronomico. La città accoglie tradizioni arrivate da ogni parte d’Italia, ma le rielabora secondo abitudini locali. Così la ricerca della pizza napoletana può convivere con l’apprezzamento per quella romana, senza che una debba cancellare l’altra.
Il racconto di Laurito riporta infine la discussione al suo elemento più concreto: il piacere. Prima delle classifiche e delle guerre sui social, resta la domanda più semplice: quale pizza riesce davvero a far sentire a casa?
