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Olimpico da 70mila posti: Roma scommette 150 milioni sull’Eur

Olimpico da 70mila posti: Roma scommette 150 milioni sull’Eur

Roma prova a cambiare volto partendo dallo sport. Il progetto di restyling dell’Olimpico, collegato al percorso di Euro 2032, promette uno stadio più moderno e funzionale, ma la vera partita si giocherà fuori dalle tribune: nei trasporti, nei servizi e nella qualità della vita all’Eur.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, Sport e Salute ha predisposto un piano da 150 milioni di euro per portare l’impianto verso una nuova configurazione, con una capienza indicata in circa 70mila posti, lounge in tribuna, grandi vetrate e maxi schermi. Un intervento che punta anche sulla sostenibilità e sull’esperienza degli spettatori, superando l’immagine dello stadio come semplice contenitore della partita.

L’ambizione è evidente: fare dell’Olimpico una struttura adeguata ai grandi eventi internazionali. Ma un impianto più spettacolare non basta, se ogni appuntamento continua a trasformarsi in una prova di pazienza per chi vive o lavora nei quartieri interessati. Il successo del progetto non si misurerà soltanto dal numero di posti o dalla qualità delle lounge, ma dalla capacità di gestire flussi, sicurezza, parcheggi, trasporto pubblico e viabilità.

Qui emerge il nodo più delicato. I 150 milioni rappresentano un investimento rilevante, e proprio per questo il dibattito non può fermarsi all’estetica del nuovo Olimpico. Grandi vetrate e maxi schermi fanno notizia, ma i residenti giudicheranno il progetto su aspetti molto più concreti: quanto dureranno i cantieri, quali disagi produrranno e quali benefici resteranno alla città quando le competizioni saranno terminate.

La sostenibilità, inoltre, non può essere soltanto una parola inserita nella presentazione del piano. Dovrà tradursi in consumi ridotti, gestione più efficiente degli spazi, collegamenti credibili e un’organizzazione capace di evitare che ogni evento aumenti il peso del traffico sull’area. Se questi elementi resteranno separati dal restyling, Roma rischierà di avere uno stadio aggiornato ma un quartiere ancora impreparato.

Cosa cambia per l’Eur e per Roma

Per l’Eur la sfida è trasformare un intervento sportivo in un progetto urbano più ampio. L’Olimpico può diventare un punto di attrazione internazionale, ma il ritorno per il territorio dipenderà dalla continuità degli investimenti e dalla capacità di collegare l’impianto con servizi, mobilità e spazi pubblici. Senza una visione complessiva, il rischio è che l’area venga valorizzata soltanto nei giorni delle grandi manifestazioni.

Per Roma, Euro 2032 può essere un’occasione per dimostrare che un grande evento lascia qualcosa anche a chi non entra allo stadio. Servono però tempi trasparenti, informazioni pubbliche sui lavori e un confronto concreto con i residenti. La domanda è semplice: la città sta preparando un Olimpico più moderno o sta finalmente progettando il quartiere che gli deve stare intorno?

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