La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cinquantaseienne romano, gravemente indiziato di due rapine aggravate commesse a distanza di 48 ore lo scorso agosto in due supermercati del quadrante settentrionale di Roma.
Le indagini
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato Porta Pia e coordinato dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma (Dipartimento criminalità diffusa e grave), il presunto autore avrebbe agito in entrambi gli episodi con volto travisato (casco e mascherina) e guanti in lattice, minacciando il personale con un’arma e appropriandosi dell’incasso e del portafoglio di una cliente. In entrambi i casi il fuggitivo avrebbe utilizzato lo stesso scooter, la cui targa era stata occultata.
Una dettagliata analisi delle immagini di videosorveglianza ha permesso agli investigatori di ricostruire il percorso compiuto dal presunto rapinatore e di individuare elementi ricorrenti tra i due episodi: caratteristiche del mezzo, abbigliamento e postura del conducente. Particolare rilevanza investigativa è stata attribuita a un tatuaggio sull’avambraccio, elemento distintivo che, con il supporto di riscontri ottenuti anche attraverso fonti aperte, ha consentito di orientare le indagini verso il sospettato.
Perquisizione e misura cautelare
Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro oggetti compatibili con quanto visto nei filmati, tra cui mascherine, guanti in lattice, un casco conforme al modello ripreso dalle telecamere e materiale idoneo all’occultamento della targa dello scooter. Sulla base degli elementi raccolti, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere; il sospettato è stato tradotto presso il carcere di Regina Coeli ed è gravemente indiziato del reato di rapina aggravata in concorso.
La Questura precisa che le evidenze citate si riferiscono alla fase delle indagini preliminari e che nei confronti dell’indagato vige il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile.
(Comunicato Questura di Roma, 5 ottobre 2026)
