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Roma, saluti romani alla commemorazione di Nanni De Angelis: il PRC chiede stop alle adunate neofasciste

Il segretario romano del PRC Giovanni Barbera condanna la presenza di braccia tese e simboli fascisti alla commemorazione di Nanni De Angelis e chiede alle autorità e al governo interventi chiari.

Roma, saluti romani alla commemorazione di Nanni De Angelis: il PRC chiede stop alle adunate neofasciste

Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista, ha definito “gravissime” le immagini circolate in occasione della commemorazione di Nanni De Angelis, durante le quali sarebbero stati eseguiti saluti romani e gesti riconducibili alla simbologia fascista.

“Ancora braccia tese, ancora saluti romani, ancora una manifestazione pubblica dell’estrema destra nella Capitale”, afferma Barbera, che sottolinea la partecipazione, tra gli altri, di Roberto Fiore. Secondo il dirigente del PRC, quando una commemorazione assume nello spazio pubblico gesti e ritualità riconducibili al fascismo “cessa di essere soltanto una questione privata e diventa un problema politico e democratico”.

Le richieste alle autorità

Barbera chiede alle autorità competenti di verificare quanto accaduto e di assumere “i provvedimenti previsti dalla normativa vigente”. Inoltre sollecita una posizione netta da parte della presidente del Consiglio, sostenendo che non bastano dichiarazioni generiche contro ogni estremismo: “di fronte a queste immagini serve dire chiaramente se il Governo considera compatibili con i valori della Repubblica braccia tese, ‘presenti’ e liturgie che richiamano il fascismo”.

Nel comunicato il PRC ricorda episodi precedenti, come Acca Larentia, e mette in guardia dal rischio che la ripetizione di questi gesti trasformi “ciò che dovrebbe suscitare una forte reazione democratica in una presenza ordinaria nel paesaggio della città”.

Barbera conclude richiamando la storia di Roma come città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza e ribadendo che “le braccia tese non sono una tradizione romana” e non possono diventare normalità nella città democratica e antifascista.

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