Una sala pubblica del Campidoglio concessa a un Centro ufologico: il punto non è credere o non credere agli Ufo. Il punto è capire con quali criteri Roma apre le sue stanze istituzionali e chi si assume la responsabilità politica della scelta.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, a concedere lo spazio sarebbe stato il consigliere 5 Stelle Enrico Diaco, che ha ridimensionato il proprio ruolo: «Ho solo aiutato un blogger». Una spiegazione che, però, lascia aperta la domanda principale: se una sala del Comune viene utilizzata, chi autorizza davvero l’iniziativa e con quale procedura?
La polemica nasce proprio qui. Un conto è dare una mano a un privato per organizzare un appuntamento. Un altro è associare il nome e gli spazi del Campidoglio a un evento percepito come controverso. Anche quando non emerge alcuna violazione, l’istituzione dovrebbe evitare zone grigie: perché la forma, in politica, pesa quasi quanto il contenuto.
Il rischio è trasformare le sale pubbliche in una vetrina assegnata secondo rapporti personali, disponibilità del momento o semplice intermediazione. Non è un’accusa a chi ha organizzato l’incontro, né una condanna preventiva del Centro ufologico. È una questione di metodo. Se le regole sono chiare e uguali per tutti, basta mostrarle. Se invece ogni concessione dipende da chi conosce il consigliere giusto, il problema diventa molto più serio.
Sale pubbliche: quali regole e quali responsabilità
In linea generale, l’utilizzo di una sala istituzionale dovrebbe passare da una richiesta formalizzata, dall’indicazione precisa dell’iniziativa, dalla verifica della disponibilità e da un’autorizzazione dell’organo competente. Vanno inoltre chiariti eventuali costi, limiti d’uso, responsabilità organizzative e modalità con cui l’evento viene comunicato al pubblico. Nel caso specifico, i dettagli della procedura dovranno essere verificati negli atti e nei regolamenti applicabili.
La trasparenza non è un fastidio burocratico. È la garanzia che una sala del Campidoglio non diventi il premio per una conoscenza politica o il palcoscenico di iniziative scelte senza criteri leggibili. Diaco rivendica di aver soltanto aiutato un blogger: proprio per questo sarebbe utile sapere chi ha firmato, quale richiesta è stata presentata e perché quella domanda è stata accolta. A Roma, prima ancora di discutere di Ufo, si discute dell’affidabilità delle istituzioni. E la domanda resta tutta lì: le sale pubbliche sono davvero di tutti o soltanto di chi riesce ad arrivarci?
