Multare chi compra al suk abusivo di viale della Primavera può davvero svuotare il mercato, oppure rischia di essere soltanto l’ennesimo annuncio contro il degrado? A Roma il dibattito si riaccende, mentre residenti e commercianti chiedono una risposta capace di restituire ordine senza limitarsi a spostare il problema di qualche strada.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero Roma, tra le proposte avanzate c’è quella di colpire anche la clientela con un’ordinanza specifica. L’obiettivo dichiarato è ridurre la domanda e interrompere un appuntamento che, stando alle ricostruzioni disponibili, si ripete ogni mattina da anni nell’area di viale della Primavera.
La domanda, però, è tutt’altro che secondaria: chi acquista merce in un contesto abusivo deve essere considerato parte del problema? Sul piano del buon senso, la risposta può sembrare semplice. Se nessuno comprasse, il mercato perderebbe attrattiva. Ma sul piano concreto restano da chiarire la base giuridica della misura, i comportamenti che verrebbero sanzionati e il modo in cui gli agenti dovrebbero distinguere un acquirente da un semplice passante.
«Dobbiamo multare i clienti, serve un’ordinanza specifica»: la frase riassume la linea più repressiva del confronto. È una posizione comprensibile per chi vive ogni giorno disordine, occupazione degli spazi e difficoltà nella fruizione dell’area. Ma una sanzione funziona soltanto se è applicabile, controllabile e sostenibile: altrimenti rischia di produrre ricorsi, contestazioni e un nuovo fronte di polemica.
Il nodo è anche politico. Per anni il problema può essere affrontato con controlli intermittenti, interventi temporanei e promesse di riqualificazione. Se il suk continua a ricomparire, la questione non riguarda soltanto chi vende o chi compra: riguarda la continuità dei controlli, il coordinamento tra polizia locale e altre forze dell’ordine e la capacità delle istituzioni di presidiare il territorio senza lasciare vuoti.
Ma è davvero sufficiente reprimere? Se i venditori vengono allontanati da viale della Primavera, dove ricompariranno? Senza un piano stabile, il rischio è che il mercato abusivo cambi soltanto indirizzo, lasciando ai residenti di un’altra zona lo stesso carico di disagi. E se una parte dell’offerta nasce da condizioni di marginalità economica, il solo intervento sanzionatorio può ridurre il fenomeno oppure renderlo più mobile e difficile da controllare?
Multare i clienti: cosa cambierebbe davvero
Una misura rivolta agli acquirenti potrebbe avere un effetto deterrente, soprattutto se accompagnata da regole chiare e da controlli visibili. Tuttavia, l’efficacia dipenderebbe dalla possibilità di dimostrare con precisione l’acquisto illecito e dalla proporzionalità delle sanzioni. Gli aspetti applicativi e la legittimità dell’eventuale ordinanza restano da verificare prima di presentare la proposta come una soluzione già pronta.
Il provvedimento, da solo, non risolverebbe il problema della vivibilità. Servirebbero anche presidio costante, contrasto alla vendita abusiva, tutela degli spazi pubblici e alternative concrete per chi lavora fuori dalle regole. La sfida sarebbe evitare sia la tolleranza dell’illegalità sia una risposta esclusivamente punitiva, capace magari di liberare per qualche ora una strada ma non di restituire stabilmente sicurezza e decoro ai residenti.
Roma vuole davvero chiudere il suk o soltanto dimostrare, ancora una volta, di averlo spostato? La risposta si vedrà non nel numero degli annunci, ma nella continuità dei controlli e nella capacità di mantenere il risultato nel tempo.
