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Caso Orlandi-Gregori, chi era davvero l’Alessandro del citofono?

Caso Orlandi-Gregori, chi era davvero l’Alessandro del citofono?

Quarantatré anni dopo, il nome di Alessandro torna al centro del caso Mirella Gregori. La convocazione di un ex deejay del Piper davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta riapre una domanda precisa, ma non offre ancora una risposta: era lui l’uomo che citofonò alla quindicenne poco prima della sua scomparsa?

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, l’uomo sarebbe l’ex fidanzato di una vicina di casa di Mirella e dovrebbe essere ascoltato nella seduta fissata per il 5 novembre. Gli investigatori intendono verificare se la sua identità coincida con quella dell’Alessandro ricordato nelle ricostruzioni sulla giornata della scomparsa.

Il punto, dunque, non è una svolta già acquisita, ma un accertamento da compiere. La commissione dovrà capire che cosa l’ex deejay ricordasse di quei giorni, quali rapporti avesse con la vicina di Mirella e se esistano elementi in grado di collegarlo alla persona che si presentò al citofono della ragazza.

Nel caso Gregori, come in quello di Emanuela Orlandi, il tempo ha moltiplicato testimonianze, ipotesi e ricostruzioni spesso difficili da verificare. Per questo ogni nuovo nome deve essere trattato con cautela: una convocazione non equivale a un’accusa e un possibile riscontro non può trasformarsi automaticamente nella soluzione del caso.

La domanda che accompagna l’audizione è semplice solo in apparenza: chi era davvero quell’Alessandro? La risposta potrebbe aiutare a chiarire una circostanza rimasta sospesa, oppure confermare che quella pista non porta agli elementi decisivi dell’inchiesta. In entrambi i casi, il valore dell’appuntamento sarà misurato sulla qualità delle verifiche, non sull’attesa di una rivelazione.

Cosa sappiamo sull’Alessandro del citofono

Il dato riferito è che, prima della scomparsa di Mirella Gregori, un ragazzo indicato con il nome di Alessandro avrebbe citofonato alla giovane. La persona convocata dalla commissione sarebbe l’ex compagno di una vicina di casa della ragazza e, secondo la ricostruzione riportata, in passato avrebbe lavorato come deejay al Piper.

Restano invece da confermare l’identità dell’uomo ricordato da Mirella, il motivo della visita e il contenuto dell’eventuale incontro. L’audizione servirà proprio a separare ciò che è documentato dalle ipotesi investigative e dalle dichiarazioni ancora da riscontrare. Nessun collegamento definitivo con la scomparsa può essere affermato prima di questi passaggi.

La vicenda continua così a muoversi sul terreno più delicato della cronaca giudiziaria: quello in cui una memoria lontana può diventare una pista, ma soltanto dopo essere stata verificata. Per i familiari e per l’opinione pubblica, la questione resta aperta: quanto può ancora chiarire oggi una testimonianza rimasta nell’ombra per oltre quattro decenni?

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