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Liceo Nomentano, la denuncia degli studenti: «Un’irruzione neofascista»

Liceo Nomentano, la denuncia degli studenti: «Un’irruzione neofascista»

Trenta persone dentro il liceo occupato, cori inneggianti al Duce e una denuncia pesante: al Nomentano gli studenti parlano di un’irruzione neofascista. Ma proprio perché l’accusa è grave, il punto non può essere soltanto politico: servono verifiche, testimonianze e responsabilità accertate.

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, la denuncia arriva dal Collettivo Nomentano, che ha raccontato l’ingresso di circa trenta persone nell’istituto occupato. «Sono arrivati in 30 inneggiando al Duce: è un’aggressione neofascista», è la ricostruzione attribuita agli studenti. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, si tratta di una denuncia ancora da verificare nei suoi dettagli e negli eventuali profili penali.

La distinzione non è un cavillo. In un episodio che coinvolge una scuola, la parola “aggressione” può indicare comportamenti diversi: un’irruzione, minacce, violenze fisiche o intimidazioni. Saranno gli accertamenti delle autorità, insieme alle testimonianze e a eventuali immagini, a chiarire che cosa sia realmente accaduto e se vi siano persone da identificare.

Il nodo, però, resta politico e sociale. Una scuola occupata può dividere l’opinione pubblica, ma non può diventare una zona franca dove il confronto viene sostituito dalla forza. Allo stesso modo, una denuncia politica non dovrebbe essere liquidata come una semplice provocazione senza verificare i fatti. Libertà di espressione e sicurezza degli istituti non sono concetti alternativi: se una delle due viene negata, a perdere è l’intera comunità scolastica.

Cosa sappiamo dell’irruzione al liceo Nomentano

Il dato disponibile è la denuncia del Collettivo Nomentano: durante l’occupazione dell’istituto, un gruppo quantificato dagli studenti in circa trenta persone sarebbe entrato nella scuola e avrebbe inneggiato a Benito Mussolini. Il collettivo interpreta l’episodio come un’aggressione di matrice neofascista. Non risultano, nelle informazioni a disposizione, ricostruzioni ufficiali sufficienti per considerare già accertate l’identità dei partecipanti, la dinamica completa e l’eventuale presenza di violenze fisiche.

Il passaggio decisivo sarà quindi quello delle verifiche: capire se siano state presentate denunce formali, acquisire eventuali video e ascoltare chi era presente. Solo dopo sarà possibile distinguere tra contestazione politica, ingresso non autorizzato, intimidazione e aggressione vera e propria. Nel frattempo, l’episodio riapre una domanda scomoda: quanto sono preparate le scuole romane a proteggere studenti e personale quando il conflitto politico entra fisicamente dentro gli istituti?

Ridurre tutto a una contrapposizione tra “occupanti” e “antagonisti” sarebbe la scorciatoia più facile. Il tema riguarda invece il confine che nessuno dovrebbe superare: quello tra dissenso e minaccia, tra confronto e violenza. Se quel confine è stato oltrepassato al Nomentano, sarà necessario accertarlo senza slogan e senza processi sommari: è questo che ci si aspetta dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine.

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