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Parioli denunciati episodi di aggressioni tra gruppi giovani Roma Bene

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denunciati episodi di aggressioni – Sono 5 le denunce per avvenute a causa della troppa movida

Alcuni abitanti, stufi del troppo caos o delle violenti risse a cui assistono ormai da parecchio tempo, hanno deciso di segnalare alla polizia questi fatti. Infatti da qualche periodo, a piazza Euclide la movida è aumentata diventando troppo chiassosa. I ragazzi di Roma Nord la notte raggiungono la piazza e si ritrovano per parlare, urlare o giocare. Per questo i residenti non riescono più a dormire la notte. Ma non solo, durante queste movide notturne i ragazzi entrano in conflitto con una banda di rivali della . Una volta a contatto i due gruppi iniziano ad aggredirsi con botte e minacce, scatenando risse importanti. Alcune volte anche per dei futili motivi, magari alcuni sguardi di troppo o delle parole di troppo. I due gruppi si minacciavano anche sui social. Così dopo le segnalazioni, il commissariato Villa Glori diretto da Ermanno Baldelli, ha voluto verificare i dettagli di queste risse. A quel punto si è scoperto che ci sono stati 5 episodi in cui alcuni ragazzi a seguito delle risse, hanno riportato la frattura delle ossa nasali, frattura della mandibola e altre lesioni. Gli autori degli episodi, sono stati identificati, sono 5 giovani alcuni anche minorenni di età compresa tra i 16 e i 20 anni, ora sono stati denunciato per minacce e lesioni aggravate.

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L’ultima telefonata di Maradona al fratello: “Mi tengono qui chiuso, io voglio uscire”

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Maradona


Continuano gli interrogativi sulla morte del campione argentino. Il racconto del fratello

A cinque giorni dalla scomparsa del grande campione argentino non si placano le polemiche. Dopo le accuse di negligenza e omicidio colposo nei riguardi del medico che seguiva l’ex calciatore, prende ora parola Hugo Maradona, fratello minore del pibe de oro,  a sua volta ex calciatore. Intervistato da Barbara D’Urso durante il suo programma domenicale, Hugo ha raccontato come viveva Diego durante la convalescenza post operatoria. “L’unico che gli stava accanto è mio nipote, che per lui era come un figlio. Lo affiancavano infermiera e dottore, ma non voleva nessuno in camera. Non so cosa sia successo e mi auguro che non sia stata trascurata la sua vita, o che ci sia stato qualche errore da parte dei medici. Ora ci sono le indagini, ci penseranno gli avvocati e la polizia in Argentina, se è vero quello che stanno dicendo mi fa il doppio del male perché non meritava di esser lasciato solo. Quello che mi sembra strano è che quando hanno chiamato l’ambulanza non è stato detto il nome di mio fratello, né il medico ne l’infermiera hanno fatto il nome di Maradona“. E sulle critiche legate alla condotta di vita del fratello ha preferito glissare: “Mio fratello si è fatto male da solo, mai ad altri. Parlare così di chi non si può difendere non è bello”, ha affermato.

L’ultima strana telefonata di Diego Maradona al fratello

Hugo, che vive in Italia, non ha potuto dare l’addio al fratello a causa delle problematiche di viaggio legate all’attuale pandemia da Coronavirus. Intervistato dalla rivista portoghese Caras, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della morte del fratello in modo del tutto inaspettato. “Ero uscito a comprare le sigarette, e il negoziante mi fece le  condoglianze. Lo ringraziai, ma non capii di cosa stesse parlando. In macchina mi chiamò mia figlia da Miami, mi chiese dove ero e cominciò a piangere. Mi disse di fermarmi perché doveva darmi una notizia. Le chiesi se fosse incinta. Lei invece mi disse: no papà, è morto lo zio. Non so neanche come ho fatto  a guidare fino a casa“. Hugo aveva parlato col fratello per l’ultima volta la domenica precedente; in quell’occasione Diego gli aveva detto una cosa strana. “Mi tengono qui chiuso, io invece voglio uscire”. “Io gli avevo risposto che presto sarei andato a fargli compagnia. Abbiamo litigato per 22 anni per cose futili. Ci scontravamo, ma era il nostro modo di dire che ci volevamo bene. Quando potrò tornare in Argentina andrò a trovarlo“, conclude Hugo.

 

 

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