Un giovane fermato a Ostia con un coltello di 31 centimetri e una mazza da baseball all’interno della sua auto. Li avrà portati per giocare a baseball o per una passeggiata? La verità è che non esiste giustificazione per il possesso di simili armi, ma quello che colpisce di più è il contesto in cui questo episodio si è verificato. Siamo veramente più sicuri con l’ultimo decreto sicurezza in azione?
Il giovane è stato intercettato dalla guardia di finanza vicino alla nota piazza di spaccio dell’Idroscalo, una situazione che fa riflettere. Secondo Roma Repubblica, l’intervento è uno degli effetti delle quota parte del provvedimento legislativo che ha portato a misure di sicurezza più severe. Ma ciò implica una domanda necessaria: quanto siano realmente efficaci queste misure nella vita quotidiana delle persone comuni?
Da un lato si promuovono leggi per cercare di garantire una maggiore sicurezza nei nostri centri urbani, dall’altro ci si trova a dover affrontare episodi inquietanti come questo. Le misure adottate dal governo hanno creato l’illusione di una maggiore protezione, ma la realtà è ben diversa. Le strade di Ostia, come altre zone della capitale, continuano a essere teatro di comportamenti problematici e degni di nota.
Cosa cambia per la sicurezza stradale e per i residenti
Questo tipo di eventi potrebbe letteralmente destabilizzare il senso di sicurezza dei residenti. La gente inizia a sentirsi costretta a giustificare l’assenza di sicurezza piuttosto che provare sicurezza nel proprio quartiere. Se è vero che i controlli sono aumentati, è anche vero che il fenomeno della violenza e dell’illegalità non sembra attenuarsi. Gli abitanti di Ostia si chiedono, giustamente: cosa dovremmo fare per sentirci al sicuro davvero?
In un panorama in cui il controllo è aumentato, ci si aspetterebbe un abbattimento della criminalità, ma gli episodi multipli di questo tipo ci dicono che qualcosa non torna. È chiaro che la battaglia per la sicurezza non può limitarsi a ripetere mantra di decreti e regolamenti, ma richiede anche un intervento profondo e mirato. La verità è che le politiche di sicurezza devono andare oltre la semplice esibizione di potere da parte delle istituzioni. La sicurezza è un diritto, non un optional, e la strapotenza dell’illegalità sembra continuamente sfidare chi governa.
In definitiva, il fermo di questo giovane con armi improprie è solo l’ultimo esempio della continua lotta che i cittadini devono affrontare quotidianamente. Ci si può chiedere: è sufficiente ritirare la patente ad un giovane sulla cui imprudenza ci si basa per dare un segnale di sicurezza? La vera domanda è: il sistema è in grado di garantire una vita senza paura per i cittadini? E come si risponderà a questo interrogativo?
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