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Attualità

NEWS MONDO Forte scossa di terremoto in Croazia: trema anche Venezia

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Secondo le prime informazioni la forte scossa di terremoto registrata ha avuto epicentro in Croazia. Il sisma, secondo le prime stime, ha avuto una magnitudo di 5.3 gradi.

Il terremoto registrato in Croazia si è sviluppato nei pressi di Zagabria vicino al confine con la Slovenia. La scossa ha avuto origine nel sottosuolo a una profondità di appena 10 km. Molte le chiamate ai vigili del fuoco di persone spaventate. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del servizio geologico statunitense Usgs il sisma ha avuto epicentro a Kasina, insediamento nel nordest della città di Zagabria. Molti i danni riportati dagli edifici. Al momento non ci sono informazioni su eventuali danni a persone. La scossa è stata avvertita anche a Venezia, Lido e vasta parte del territorio della provincia. Prima della scossa delle 6.40 registrato anche un altro terremoto di magnitudo 4.3 in Grecia alle 3.43. I due eventi, però, non sembrano essere collegati.

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WILLY Autopsia choc: “Organi vitali spappolati”

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WILLY Autopsia choc sul corpo del 21enne ucciso a Colleferro: i risultati.

WILLY Autopsia – Diversi gli organi vitali trovati spappolati: tra essi, il cuore, i polmoni, la milza e il fegato. Lesioni sono state riscontrate inoltre anche sull’aorta. Una circostanza che ha impedito ai medici legali di decretare l’esatta causa della morte. Ad uccidere il 21enne, scrive Saverio Potenza, il medico di Tor Vergata che ha curato l’autopsia, “un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive“. Almeno sei infatti le lesioni rinvenute sul volto, causa anche di emorragie cerebrali. Ma i danni maggiori Willy li ha ricevuti dai colpi a torace e addome: il cuore ha infatti riportato una lesione di ben 7 cm, cui si aggiungono quelle all’aorta toracica, ai polmoni, al diaframma, alla milza, al pancreas e al fegato. Praticamente niente è scampato alla furia degli aggressori. Che hanno causato emorragie interne impossibili da fermare.

Le indagini

Intanto continuano le indagini degli inquirenti: in particolare, l’ascolto dei testimoni, decisivo per dare un nome a chi ha sferrato i colpi letali. E spunta un testimone chiave: si tratta di V.T., finito anche lui in camera di sicurezza insieme ai fratelli Bianchi, a Pincarelli e a Bellegia la notte dell’aggressione. L’uomo aveva rilasciato una testimonianza sull’accaduto, non raccolta però dagli inquirenti, che avevano deciso di non fermarlo. Nuovi dettagli, e nuovi sviluppi, potrebbero dunque arrivare dalle sue parole, oltre che dall’analisi delle celle telefoniche.

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