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Vietato l’omaggio al Milite ignoto, la Meloni: “Vergognatevi”

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No all’appuntamento richiesto dal centrodestra per il . A quanto riportato da ‘Il Tempo’ la leader di FdI Giorgia aveva inoltrato una richiesta per poter deporre, con Matteo Salvini e Antonio Tajani, una corona di alloro in omaggio al .

La cerimonia si sarebbe dovuta tenere dopo la deposizione della corona di fiori del Presidente della Repubblica. Poi, mentre si attendeva una risposta ufficiale da Palazzo Chigi, alcune indiscrezioni sul diniego hanno iniziato a prendere corpo. La protesta della Meloni: “Al di là delle ragioni del no, che non conosco, alla deposizione dell’omaggio al Milite Ignoto è normale che sia comunicato prima ai giornalisti che a noi? Questi i metodi di Palazzo Chigi”. Ieri sera il ministero della Difesa ha mandato una mail ai responsabili di Fratelli d’Italia per comunicare che la richiesta non poteva essere accolta “per una impossibilità tecnica”.

In serata sui social la Meloni è tornata sull’argomento: “Facciamo chiarezza. Per il 2 giugno abbiamo organizzato una manifestazione come centrodestra non lontano dall’Altare della Patria. Trattandosi della Festa della Repubblica, una ricorrenza che rappresenta tutti gli italiani, abbiamo pensato fosse giusto deporre una corona d’alloro al Milite Ignoto. Abbiamo presentato la richiesta al Ministero competente, che l’ha inoltrata a Palazzo Chigi. Alle 18 di oggi apprendiamo DAI GIORNALI che la richiesta è stata rifiutata. Qualcuno da Palazzo Chigi si è messo a chiamare tutti i giornalisti per raccontare che la richiesta era stata rifiutata perché la deposizione di fiori era considerata irrispettosa del Presidente della Repubblica che già la depone in rappresentanza di tutti. Quando i giornalisti avvertiti hanno cominciato a chiamarci noi non sapevamo nulla perché ancora attendevamo una risposta”.

Infine: “La risposta, con il diniego, a noi è arrivata alle 20. Motivazione del no? ‘Impossibilità tecnica’. Morale: volevamo solo deporre una corona d’alloro in memoria del Milite Ignoto. Se in quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo. Invece si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un’occasione per fare propaganda contro di noi. Perciò lo staff del premier ha passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi. Questi sono i metodi di palazzo Chigi ai tempi della gestione Conte/Casalino. Nessun rispetto, nessuna lealtà, nessuna regola. Solo l’utilizzo estremo delle istituzioni come fossero uno zerbino. Vergogna”.

CORONAVIRUS ITALIA – IL BOLLETTINO DEL 30 MAGGIO

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Tamponi anche nei laboratori privati? Prime prove di accordo

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La Regione Lazio fra sapere che si va verso i tamponi anche nei laboratori privati a prezzi calmierati. Ecco la nota di riferimento.

“Si è chiusa questa sera come preventivato la manifestazione di interesse rivolta ai laboratori privati per garantire a un prezzo calmierato l’esecuzione di tamponi molecolari. Vi è stata una buona adesione ed ora la commissione tecnica, sotto la supervisione dell’Istituto Spallanzani, si metterà subito a lavoro per verificare congruità tecniche, produttive e qualitative oltre alle condizioni economiche”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

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