Cronaca
Cronaca. Delitto di ferragosto: dall’ergastolo a 12 anni di pena per ben Algia!

Cronaca Delitto di ferragosto: dall’ergastolo a 12 anni di pena per ben Algia!
Si è concluso ieri il processo di primo grado dinanzi la 3 sez. della corte di assise di roma per l’ imputato ben Algia accusato di omicidio volontario nei confronti del padre. È stato un processo complicato, basato soprattutto sui consulenti di parte.
Grazie alla difesa, l’istruttoria dibattimentale ha fornito quegli elementi utili a scongiurare un eventuale ergastolo.
I pareri dei medici legali
Il medico legale dell’accusa ha dichiarato che la causa della morte è riconducibile a un’azione meccanica violenta (di pochi secondi e non intensa) esercitata sul collo del defunto tale da provocarne un arresto cardiaco e respiratorio.
Il medico legale della difesa ha confutato tale teoria sulla scorta della mancanza di lesività sul collo sia a livello microscopico che macroscopico, sulla circostanza che le vie aeree non erano occluse e sulla unilateralità dell’azione avvenuta solo sulla parte sinistra sul collo. Tutti elementi che rendono incompatibili con una morta dovuta ad una azione meccanica violenta sul collo.
A difendere l’imputato l’avvocato Spataro che, nel corso della sua arringa, ha fatto emergere tutte queste anomalie e, sulla scorta delle risultanze delle autopsie, così come affermato anche dal consulente di parte, ha sostenuto che la causa del decesso era attribuibile alla stimolazione del nervo vago di sinistra.
La richiesta della pena del pm è stata di 21 anni, ma sono state riconosciute le attenuanti.
Gli avvocati Spataro Tiani impugneranno la sentenza di primo grado innanzi la corte di assise d’ appello chiedendo tra gli altri motivi di gravame la riapertura dell’ istruttoria dibattimentale.
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Cronaca
Violenza a Tor Tre Teste. Preso il presunto aggressore

Violenza sessuale a Tor Tre Teste. Preso il presunto aggressore. Si tratta di un cittadino straniero, gambiano, con regolare permesso di soggiorno.
I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Tre Teste, a seguito di ininterrotte indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, successive all’episodio di rapina e violenza sessuale denunciato da una donna sessantenne, la mattina di domenica scorsa, nel parco di Tor Tre Teste, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 26enne gambiano, regolare sul territorio nazionale. L’uomo é gravemente indiziato dei i reati di rapina e violenza sessuale.
Tor Tre Teste. Le indagini dei Carabinieri
I Carabinieri, attraverso la descrizione fornita dalla vittima e le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo la strada percorsa dall’uomo, sono riusciti a raccogliere elementi utili alla sua identificazione. Sono così state avviate le ricerche dell’uomo, condividendo le informazioni con tutte le pattuglie sul territorio.
Poche ore fa l’uomo è stato riconosciuto dai Carabinieri all’esterno della Stazione di Roma Termini, individuato grazie alle scarpe ed al berretto indossati (gli stessi che sarebbero stati utilizzati nel corso dell’episodio delittuoso).
É stata eseguita l’individuazione fotografica e la vittima lo ha riconosciuto con certezza. Subito dopo il fermo, l’uomo ha reso spontanee dichiarazioni con cui ha ammesso gli addebiti e riferito di aver agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, acquistate, pochi minuti prima del fatto, nel limitrofo quartiere Quarticciolo.
Il fermo dell’indagato dovrà essere convalidato dal Tribunale di Roma.
Si precisa che considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, l’indagato deve considerarsi innocente fino ad eventuale sentenza definitiva.
Cronaca
Ostiense, a fuoco il ristorante da Giovanni. La Polizia di Roma Capitale mette in sicurezza 30 condomini

Erano circa le quattro di notte nel quartiere Ostiense, proprio di fronte alla Garbatella, quando in via Carlo Citerni, un noto ristorante pizzeria ha subito un incendio per cause ancora da accertare.
Da fonti raccolta in esclusiva dalla Cronaca di Roma, l’incendio è stato grande, con i fumi che hanno invaso tutto il palazzo. Le fiamme erano talmente alte e potenti che le scale interne dello stabile non erano più visibili. Per fortuna che l’intervento – con non poche difficoltà – di una pattuglia della Polizia di Roma Capitale, ha permesso di salvare tutti gli occupanti dello stabile, ancor prima prima dell’intervento dei Vigili del Fuoco di Piramide.
La pattuglia era in servizio per presiedere il quartiere Ostiense quando passando per via Carlo Citerni si è resa subito conto che dal ristorante-pizzeria stava uscendo del fumo, nonostante le serrande fossero abbassate. In quel momento gli agenti si sono immediatamente messi al lavoro, liberando subito l’entrata dello stabile per evacuare circa 30 occupanti. Per fortuna non risultano esserci dei feriti e i Vigili del fuoco, giunti poco dopo, hanno domato le fiamme mettendo in sicurezza l’attività commerciale e il palazzo. Sono ancora in corso gli accertamenti per capire la natura del rogo.
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