Cronaca. Delitto di ferragosto: dall’ergastolo a 12 anni di pena per ben Algia!

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Cronaca Delitto di ferragosto: dall’ergastolo a 12 anni di pena per ben Algia!

Si è concluso ieri il processo di primo grado dinanzi la 3 sez. della corte di assise di roma per l’ imputato ben Algia accusato di omicidio volontario nei confronti del padre. È stato un processo complicato, basato soprattutto sui consulenti di parte.
Grazie alla difesa, l’istruttoria dibattimentale ha fornito quegli elementi utili a scongiurare un eventuale ergastolo.

I pareri dei medici legali 

Il medico legale dell’accusa ha dichiarato che la causa della morte è riconducibile a un’azione meccanica violenta (di pochi secondi e non intensa) esercitata sul collo del defunto tale da provocarne un arresto cardiaco e respiratorio.

Il medico legale della difesa ha confutato tale teoria sulla scorta della mancanza di lesività sul collo sia a livello microscopico che macroscopico, sulla circostanza che le vie aeree non erano occluse e sulla unilateralità dell’azione avvenuta solo sulla parte sinistra sul collo. Tutti elementi che rendono incompatibili con una morta dovuta ad una azione meccanica violenta sul collo.

A difendere l’imputato l’avvocato Spataro che, nel corso della sua arringa, ha fatto emergere tutte queste anomalie e, sulla scorta delle risultanze delle autopsie, così come affermato anche dal consulente di parte, ha sostenuto che la causa del decesso era attribuibile alla stimolazione del nervo vago di sinistra.

La richiesta della pena del pm è stata di 21 anni, ma sono state riconosciute le attenuanti.
Gli avvocati Spataro Tiani impugneranno la sentenza di primo grado innanzi la corte di assise d’ appello chiedendo tra gli altri motivi di gravame la riapertura dell’ istruttoria dibattimentale.

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