Cronaca
Crollo Aurelio, parlano i 2 arrestati: “Nessun furto, lì per caso”
Crollo Aurelio, si difendono dalle accuse i fermati durante le operazioni di soccorso all’uomo bloccato nel tunnel
Crollo Aurelio – I due uomini, di origini napoletane, sono stati processati ieri per direttissima per il crollo Aurelio. “Passavamo in macchina per caso – avrebbero raccontato ai magistrati – quando abbiamo visto un ragazzo che chiedeva aiuto. Quando però abbiamo visto il tunnel, abbiamo avuto paura e ce ne siamo andati“. Un racconto che non convince chi indaga, che li ha arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. A suo avviso, infatti, farebbero anche loro parte della ‘banda del buco’ fermata in via Innocenzo XI. Una tesi avvalorata dalla fedina penale di uno dei due, che conterebbe precedenti per reati simili a quello ipotizzato.
CROLLO AURELIO, LA DECISIONE SUI DUE ARRESTATI
“Mentre ce ne andavamo – prosegue il racconto – un’auto si è accostata alla nostra e abbiamo visto che c’erano delle pistole. Siccome però si trattava di un’auto civetta, non ci siamo resi conto che fossero Carabinieri“. Per entrambi il pm ha richiesto la misura della custodia cautelare in carcere. Il giudice però, al termine della camera di consiglio, ha deciso di respingere la rogatoria. Il fermo non è stato dunque convalidato e i due uomini sono tornati in libertà. In attesa del processo, che si terrà il prossimo 20 dicembre. Intanto proseguiranno le indagini della Procura, coordinate dal pm Attilio Pisani. In ballo c’è la posizione di altre due persone, tra cui l’uomo rimasto incastrato nel tunnel.
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