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Coop Soumahoro, in manette la moglie e la suocera del parlamentare

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Coop Soumahoro, in manette la moglie e la suocera del parlamentare. Le due donne, su disposizione del Gip di Latina, sono state poste agli arresti domiciliari

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Ad eseguire le misure cautelari la Guardia di Finanza, che ha sottoposto a obbligo di dimora anche un figlio della suocera. I tre, membri del CdA della Karibu, devono rispondere a vario titolo di diverse accuse. Tra queste, frode in pubbliche forniture alla bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione), fino all’autoriciclaggio. Agli indagati è stato inoltre sequestrato preventivamente, a fine di confisca, il profitto del reato, anche per equivalente.

In una nota, gli inquirenti spiegano che Karibu, insieme al Consorzio A.i.d. Italia e alla Jambo Italia (quest’ultima per tramite di Karibu), avrebbero percepito “ingenti fondi pubblici da diversi Enti (Prefettura, Regione, Enti Locali ecc.)”. Lo scopo, “specifici progetti o piani di assistenza riguardanti i richiedenti asilo e i minori non accompagnati”. Ma, secondo l’accusa, avrebbero fornito “un servizio inadeguato e comunque difforme rispetto a quello pattuito”.

A quanto accertato dalla Procura di Latina, nelle strutture gestite dalla Coop ci sarebbe stato “un sovrannumero di ospiti, alloggi fatiscenti, condizioni igieniche carenti e riscaldamento assente”. In più criticità sono state registrate anche nell’erogazione dell’acqua calda, nella conservazione delle carni e nella qualità del cibo. Insomma, gli ospiti avrebbero vissuto in “condizioni offensive dei diritti e della dignità”. Il tutto per risparmiare sulle spese e ricavare soldi da destinare in parte ad alberghi, ristoranti, abbigliamento di lusso e gioielli e in parte ad attività imprenditoriali all’estero.