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Fondi, uomo muore folgorato mentre pesca

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Fondi, uomo muore folgorato mentre pesca

Pesca a Fondi: morto folgorato un anziano pescatore

Ieri sera, in località Torre Canneto a Fondi, in provincia di Latina, un anziano pescatore di 73 anni ha perso la vita in un tragico incidente.

Mentre si preparava per la pesca, l’uomo è entrato accidentalmente in contatto con i cavi dell’alta tensione e ha subito una violenta scarica elettrica che lo ha fatto sbalzare all’interno del canale.

Una pattuglia dell’aliquota radiomobile dei carabinieri della compagnia di Terracina è intervenuta immediatamente sul luogo dell’incidente. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario del 118 e dei carabinieri, l’uomo non è riuscito a sopravvivere.

La tragedia ha scosso la comunità locale, portando dolore e tristezza. È importante prestare sempre attenzione all’ambiente circostante durante la pratica di attività all’aperto, soprattutto in caso di presenza di cavi elettrici.

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Scoperto traffico illecito di Kinder in via Andersen a Roma

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Barrette di cioccolata come panetti di hashish: scoperto a Roma traffico di una spacciatrice

Nel corso di un processo in aula, un imputato ha tentato di difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio affermando che la droga trovata era destinata al suo consumo personale. Tuttavia, il pubblico ministero ha presentato prove che indicavano chiaramente l’intenzione dell’imputato di spacciare la droga.

Le testimonianze e le prove presentate hanno reso difficile per l’imputato provare la sua innocenza. Dopo un’attenta valutazione delle prove e delle testimonianze, l’imputato è stato condannato per detenzione ai fini di spaccio.

La sentenza emessa ha sottolineato le conseguenze del coinvolgimento nel traffico di droga. Questo verdetto, oltre a colpire l’imputato, ha anche servito come deterrente per individui che potrebbero essere coinvolti in attività illegali simili.

Questa vicenda mette in luce l’impegno delle autorità nel contrastare il traffico di sostanze illecite e sottolinea l’importanza di rispettare le leggi per garantire la sicurezza della comunità.

Per ulteriori dettagli sull’articolo originale, puoi consultare la fonte qui.

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Incidente su via Flaminia: morto 19enne

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Incidente su via Flaminia: morto 19enne

Nella notte di sabato 2 marzo a Roma si è verificato un grave incidente che ha portato alla morte di un ragazzo di 19 anni. Il giovane ha perso il controllo della sua moto lungo via Flaminia all’altezza del sottopasso Euclide, uscita Tor di Quinto.

La vittima è deceduta sul colpo e sul posto sono intervenute diverse pattuglie del XV Gruppo Cassia della Polizia Locale. Al momento si stanno effettuando accertamenti per comprendere la dinamica dell’incidente, ma non sembrerebbero esserci stati altri veicoli coinvolti. Fonte

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Calcio

Lotito a Rai2 dice che la colpa è del sistema

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Lotito a Rai2: “Torti palesi e ripetuti, ci faremo sentire”

Claudio Lotito ha espresso il suo dissenso riguardo alle decisioni dell’arbitro Di Bello in diverse occasioni, tra cui interviste a DAZN, Sky, Lazio Style Channel e conferenze stampa. Durante la trasmissione A Tutto Campo su Rai Due, il presidente della Lazio ha ribadito le sue opinioni dalla zona mista dell’Olimpico.

Lotito ha sottolineato che non è la prima volta che si verificano situazioni simili e ha fatto riferimento al concetto latino che perseverare è diabolico. Ha parlato della necessità di valutare l’oggettività del sistema e l’affidabilità delle decisioni arbitrali. Ha anche espresso la sua preoccupazione riguardo alle lacune nel sistema sportivo e ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole.

Il presidente ha dichiarato di aver preso provvedimenti per garantire una valutazione terza delle situazioni contestate. Ha affermato di agire in base a ciò che ritiene giusto per assicurare il rispetto delle regole e ha sottolineato che, in caso di situazioni di torto palese che si ripetono, è necessario rivolgersi alle autorità competenti.

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Cronaca

Bimba bullizzata dai compagni lascia scuola Roma per differenza di pelle

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Bimba bullizzata dai compagni lascia scuola Roma per differenza di pelle

La bambina di soli 6 anni, iscritta alla prima elementare dell’istituto “Immacolata” di Ciampino, si è trovata vittima di bullismo. I suoi compagni la insultavano, la offendevano e la discriminavano per il colore della sua pelle, dicendole che non poteva avere una madre bianca e un padre nero. Questo comportamento malvagio la ha portata a nascondersi indossando vestiti inappropriati per la stagione e coprendo i capelli ricci con un cappellino.

La madre della bambina, una giornalista che desidera mantenere l’anonimato per proteggere la privacy della figlia, è rimasta sconvolta dall’accaduto. Ha notato che la bambina era costretta a comportarsi in modo aggressivo per proteggersi dal bullismo e si sentiva sempre più isolata e emarginata. Nonostante il cambio di scuola, la piccola continua ad avere difficoltà a dormire e a gestire la sua rabbia.

La madre riflette sulla mancanza di educazione e formazione nei confronti dei bambini che commettono atti di bullismo. Sottolinea l’importanza di insegnare valori e sentimenti anziché riempire le loro vite di distrazioni e tecnologia. Chiede che sua figlia non perda la speranza e continui a credere nei suoi valori, nonostante le difficoltà incontrate.

La situazione alla scuola “Immacolata” di Ciampino è stata trascurata e minimizzata dalle istituzioni. La madre critica la mancanza di interventi da parte della scuola e l’indifferenza delle altre famiglie di fronte al bullismo subito dalla sua bambina. Sottolinea inoltre il sospetto di comportamenti inappropriati dei bambini non controllati dagli adulti, creando un ambiente poco sicuro e poco accogliente per la piccola vittima.

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Cultura

Giacomo Matteotti, il ricordo e l’omaggio. La mostra di un grande uomo ucciso da Mussolini

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Giacomo Matteotti: ricordo, omaggio, mostra

A Palazzo Braschi a Roma si celebra il percorso umano e politico di Giacomo Matteotti con una mostra in occasione del centenario della sua morte. Questa mattina, davanti al monumento dedicato a lui sul lungo Tevere, è stata deposta una corona in suo onore da Nicolas Schmidt, commissario europeo lussemburghese al lavoro e ai diritti sociali, in visita al Monumento insieme alla segretaria del Pd, Elly Schlein, e ad altri politici come il deputato dem Giuseppe Provenzano e il segretario del PSI Enzo Maraio.

La mostra dal titolo “Giacomo Matteotti. Vita e morte di un padre della Democrazia” al museo di Roma, permette di ripercorrere la vita del leader socialista dall’inizio della sua carriera politica fino alla tragica fine. Matteotti era noto per il suo impegno per la democrazia e la sua opposizione al regime fascista, che aveva riconosciuto come totalitario sin dalle prime battaglie. L’esposizione curata da Mauro Canali con il coordinamento di Alessandro Nicosia, presenta materiali inediti e documenti originali che permettono di comprendere meglio la sua figura e il suo ruolo storico.

La mostra è divisa in quattro sezioni che raccontano diversi aspetti della vita di Matteotti: dalla sua gioventù e l’impegno politico locale, alla sua crescente importanza a livello nazionale come deputato e segretario del Partito Socialista Unitario, fino al sequestro e all’omicidio perpetrato dal regime fascista nel 1924. L’ultima sezione si concentra sul lascito di Matteotti come simbolo della resistenza al fascismo e della difesa della democrazia.

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Cronaca

Coltellate al ladro seriale vicino Roma, arrestati due “giustizieri” di 17 e 18 anni: cercavano di uccidere marocchino

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Coltellate al ladro seriale vicino Roma, arrestati due “giustizieri” di 17 e 18 anni: cercavano di uccidere marocchino

Cronaca – Quel ciuffo biondo platino tra i capelli scuri della telecamera di sorveglianza vicino al bar Cannatà ha smascherato il diciassettenne di Anzio, arrestato insieme a un diciottenne per il tentato omicidio del quarantenne Larlry Ouarby. La brutale aggressione è avvenuta il dieci dicembre scorso, quando l’uomo, uscito dal bar dopo un furto, è stato colpito ripetutamente e accoltellato alla schiena dai due giovani aggressori. Dopo mesi di indagini, la polizia è riuscita a risalire ai responsabili, portando il diciassettenne in Comunità e concedendo gli arresti domiciliari al diciottenne, entrambi accusati di tentato omicidio e lesioni.

La vicenda ha avuto poi un epilogo tragico per il ladro, trovato morto di assideramento il 16 febbraio dopo essersi allontanato dalla casa di cura di Anzio in cui era ricoverato per le ferite riportate. Le indagini hanno preso una svolta decisiva quando il fratello della ragazza che aveva dato l’allarme sull’aggressione si è visto ripreso dalle telecamere vicino al luogo del pestaggio. Gli investigatori hanno ricostruito i momenti che hanno preceduto l’aggressione, dimostrando che i giovani avevano intercettato il ladro in piena azione.

Il video di sorveglianza mostra il diciassettenne che cammina lungo viale Marconi prima di incontrare gli amici e tornare indietro verso il bar Cannatà. Mentre il ladro forza la saracinesca e ruba il denaro, i ragazzi lo notano e decidono di intervenire invece di chiamare aiuto. La situazione si aggrava rapidamente e l’uomo viene brutalmente aggredito dai giovani. Grazie all’esame dei tabulati telefonici, è emerso che il minorenne aveva chiamato la sorella per dare l’allarme dopo l’aggressione, ma era troppo tardi.

I due giovani sono stati accusati di aver fatto giustizia da sé invece di segnalare il furto alle autorità, scatenando una tragedia che ha portato alla morte del ladro. Le indagini della polizia di Anzio hanno ricostruito ogni dettaglio di quanto accaduto quella notte, mettendo in luce il ruolo determinante del ciuffo biondo platino nel risolvere il caso.

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Cronaca

Quando è troppo è troppo. Col ferro da stiro dà una botta al marito

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Moglie ubriaca usa ferro stiro, arresto davanti figlie

Cronaca Roma – Una donna di 34 anni è stata arrestata e non potrà avvicinarsi alla sua famiglia dopo aver aggredito il marito davanti alle figlie minorenni. Rientrata a casa ubriaca, ha lanciato addosso al marito un ferro da stiro.
L’uomo ha chiamato il Numero Unico delle Emergenze 112 per chiedere aiuto, visto che non riusciva a calmare la moglie. I fatti risalgono alla serata di ieri, quando la donna, completamente ubriaca dopo una notte fuori casa, ha messo a soqquadro l’abitazione in cui vive con il marito e le figlie minorenni.

La donna ha aggredito il marito, lanciandogli vari oggetti tra cui un ferro da stiro che lo ha colpito al piede. Dopo aver chiamato i soccorsi, i carabinieri della Stazione di Roma Monteverde Nuovo sono intervenuti e hanno arrestato la donna. È gravemente indiziata per la violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare notificatole dalla Procura il giorno precedente.

Mentre il marito era ancora in ospedale per farsi medicare dopo l’aggressione, la donna è tornata a casa nonostante il divieto. I carabinieri l’hanno quindi arrestata e il giudice ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Roma.

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Chico Forti torna in Italia dopo 24 anni. Trasferimento firmata da Meloni negli Usa

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Chico Forti, autorizzazione trasferimento Italia firmata da Meloni negli Usa

Chico Forti tornerà in Italia dopo 24 anni grazie all’autorizzazione firmata da Giorgia Meloni negli Stati Uniti. Durante il suo viaggio a Washington, la presidente del Consiglio ha annunciato la buona notizia, ringraziando il governo della Florida e le autorità federali americane per la collaborazione che ha reso possibile questo importante passo.

Il trasferimento di Chico Forti è il risultato dell’impegno diplomativo del governo italiano e della stretta cooperazione con le autorità statunitensi. La notizia ha generato grande gioia tra il detenuto, la sua famiglia e tutti coloro che hanno sostenuto la sua causa. Giorgia Meloni ha sottolineato che questo era un impegno da parte del governo italiano, ora pronto ad accogliere Chico nel nostro paese.

Durante il suo viaggio negli Stati Uniti, Giorgia Meloni ha annunciato il trasferimento di Chico Forti in Italia, esprimendo riconoscenza al governo della Florida e alle autorità federali americane per aver reso possibile questo risultato. Sarà un momento di gioia per Chico, la sua famiglia e tutti coloro che hanno contribuito al suo ritorno in Italia. L’atteso ritorno di Chico Forti sarà accolto con entusiasmo, permettendogli di ricongiungersi con i suoi cari.

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Liliana Segre querela Elena Basile

Liliana Segre querela Elena Basile : la motivazione

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Liliana Segre querela Elena Basile

Oggi è stata depositata la querela da parte dell’avvocato Vincenzo Saponara per conto di Liliana Segre nei confronti di Elena Basile. La motivazione di questa azione legale è legata alle affermazioni fatte dall’ex diplomatica riguardanti la senatrice a vita sui social media.

Liliana Segre non si limiterà alla sola azione penale, ma ha deciso di procedere anche in sede civile. A tal fine, ha incaricato l’avvocatessa Daniela De Pasquale dello Studio Legale Ughi e Nunziante di Milano per intraprendere tutte le azioni necessarie per la rimozione dei contenuti diffamatori e per ottenere il risarcimento dei danni subiti, i quali saranno successivamente devoluti in beneficenza.

La querela presentata oggi riguarda le accuse mosse da Elena Basile nei confronti di Liliana Segre, generando una controversia sui social. Inoltre, ai provvedimenti presi in ambito penale, la senatrice a vita ha deciso di agire anche in sede civile per difendere la propria reputazione e chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa di tali dichiarazioni diffamatorie.

La vicenda continua a destare interesse e attenzione mediatica, alimentando il dibattito sulla diffamazione online e sull’impatto delle dichiarazioni pubbliche sulle persone coinvolte. Per ulteriori dettagli e aggiornamenti si può fare riferimento alla fonte originale dell’articolo.

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Il Codacons fa marciaindietro : si scusa per le accuse rivolte a Fedez

Il Codacons si scusa per le accuse rivolte a Fedez

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Il Codacons si scusa per le accuse rivolte a Fedez

Il cantante Fedez ha comunicato che, su richiesta dei suoi avvocati, è stato rimosso dal sito web del Codacons il comunicato stampa nel quale veniva accusato di evasione fiscale e trame oscure insieme alle società della sua famiglia.

Fedez ha dichiarato in tribunale di essere “nullatenente”, poiché tutte le sue proprietà immobiliari sono intestate alle società dei suoi familiari. Il Codacons ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza per verificare le attività delle società collegate alla famiglia del rapper, in particolare la Zedef, gestita dai genitori di Fedez.

Dopo la richiesta dei suoi legali, il Codacons ha rimosso il comunicato stampa controverso dal suo sito web e ha inviato una lettera di scuse firmata dal presidente Carlo Rienzi, sottolineando che non era nelle intenzioni dell’associazione accusare Fedez di evasione fiscale.

L’associazione ha annunciato di aver presentato un esposto all’Agenzia delle Entrate per verificare eventuali implicazioni fiscali nell’amministrazione del patrimonio attraverso le società collegate alla famiglia del rapper. Il Codacons ha ribadito che il comunicato stampa era un’esposizione dei fatti e non un’accusa diretta a Fedez.

Secondo il Codacons, il comunicato stampa era una forma di informazione legittima, basata sulle dichiarazioni pubbliche del rapper riguardanti la gestione del suo patrimonio attraverso le società della sua famiglia.

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