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Ustica, il Governo dice no all’archiviazione: è davvero abbastanza per le vittime?

Di Italo Lauro27 Giugno 2026 - 23:092 mesi fa 2 min di lettura
Ustica, il Governo dice no all’archiviazione: è davvero abbastanza per le vittime?

La storica strage di Ustica torna al centro del dibattito pubblico. Il Governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, si opporrà alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta, un atto che segna una nuova fase in una vicenda che dura da 46 anni. Ma ci si potrebbe chiedere: è sufficiente una dichiarazione di intenti per placare la sete di giustizia dei familiari delle vittime?

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Secondo quanto riportato da Roma tutto, l’udienza in cui il giudice dovrà decidere sul destino della richiesta di archiviazione è fissata per il 30 settembre. Questa non è solo un’udienza qualsiasi, ma un momento cruciale in cui potrebbero emergere verità sepolte per decenni. Nella conferenza stampa, la presidentessa dell’Associazione Parenti Vittime della Strage di Ustica, Daria Bonfietti, ha espresso soddisfazione per la decisione del Governo. “Abbiamo il dovere della giustizia”, ha affermato, sottolineando la necessità di portare alla luce ogni dettaglio di quel tragico volo decollato da Bologna il 27 giugno 1980, su cui persero la vita 81 persone.

Ma le parole del governo bastano a restituire dignità a chi ha perso un proprio caro?

Non possiamo ignorare il contesto. Come ricorda Franca Bonfietti, portavoce dei familiari, l’ostacolo maggiore potrebbe essere la mancanza di collaborazione da parte di Stati amici come Francia e Stati Uniti. “Il governo deve muoversi in maniera ben più sostanziale per pretendere risposte”, ha avvertito Bonfietti, evidenziando quanto sia cruciale l’intervento dell’esecutivo nel fornire chiarezza e giustizia.

Il peso di una storia non raccontata

La strage di Ustica è stata una delle pagine più oscure della nostra storia recente. 46 anni dopo, abbiamo il diritto di sapere la verità, ma cosa si sta realmente facendo per ottenerla? Le forze dell’ordine e la magistratura hanno dimostrato di non avere le risorse o il sostegno necessario per risolvere casi complessi. Si parla di archiviazione, ma questa è solo l’ennesima scusa per non affrontare l’inevitabile. Cosa succederà al 30 settembre? Sarà davvero il giorno in cui cominceremo a vedere un barlume di giustizia o ci sarà solo l’ennesima delusione?

In un periodo in cui le istituzioni sembrano rispondere a logiche politiche e non ai bisogni dei cittadini, è fondamentale non dimenticare che la giustizia non può essere archiviata. Il caso di Ustica è un monito per tutti. Quel che resta da chiarire è: la ricerca della verità avrà finalmente la priorità che merita o continuerà a vivere nell’ombra della storia?