La scoperta dei corpi abbracciati di Carlo Arnulfo e Angela Buccico nell’ultraleggero non può restare solo tragedia privata: riapre la questione della sicurezza dei voli ricreativi attorno a Roma. La cronaca ha raccontato quel gesto come ultimo atto d’amore, ma il fatto rimane che un aereo leggero, con due vite dentro, è precipitato nel perimetro della città metropolitana. Questo dovrebbe bastare per pretendere risposte concrete.
Non si tratta di mettere sotto accusa il desiderio di volare o gli appassionati di aviazione sportiva, ma di riconoscere che lo spazio aereo che sfiora case, strade e infrastrutture urbane non è più un vuoto da lasciare alla buona volontà. Attorno a Roma esistono piste, campi di volo e aree informali; in queste cornici la normativa e i controlli variano, così come le pratiche di manutenzione e registrazione. È urgente che le autorità competenti, dall’amministrazione cittadina all’ente regolatore del volo, avviino una verifica stringente su certificazioni, manutenzioni e sistemi di geolocalizzazione obbligatori per ultraleggeri e ultraleggeri sperimentali.
La seconda linea è la risposta alle emergenze. Quando un aereo cade, ogni minuto conta: soccorritori, 118, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine devono avere procedure consolidate per trovare e raggiungere rapidamente i relitti, anche in territori rurali o boschivi fuori dall’anello urbano. Serve che gli ultraleggeri siano tutti dotati di localizzatori automatici funzionanti e che i proprietari comunichino piani di volo anche per uscite brevi, così da ridurre tempi di ricerca e intervento. Il Campidoglio, d’intesa con la Prefettura e le autorità aeronautiche, dovrebbe mappare le aree di decollaggio e atterraggio informali e stabilire divieti o vincoli precisi per i voli in prossimità dei quartieri più densamente popolati.
Infine, responsabilità e controlli non possono essere lasciati a interventi episodici. Occorre un piano di audit sui campi di volo, verifiche periodiche sui mezzi, obbligo di registrazione e assicurazione, e corsi di aggiornamento per piloti ricreativi che volano in ambito periurbano. Le associazioni di volo sportive hanno un ruolo: collaborare per alzare gli standard e segnalare pratiche non conformi. Le istituzioni devono invece garantire sanzioni efficaci quando emergono irregolarità.
La visione che resta impressa è quella di due persone trovate abbracciate: una scena che commuove e scuote. Ma il rispetto per quelle vite passa anche attraverso misure tecniche e organizzative concrete. Roma non può più permettersi di considerare il cielo sopra la città come terra di nessuno: servono regole chiare, controlli costanti e procedure di emergenza all’altezza, perché tragedie come questa non restino solo drammi privati ma diventino motore di cambiamento.
Infrastrutture a Roma: Priolo lancia l’allerta, il Mit promette ma il futuro è incerto
Incendio a Roma: fiamme e intossicazioni tra caos e incertezze sulla sicurezza