La Cronaca di Roma
editoriale

L’accoltellamento al Lago di Vico: Roma non resti alle condoglianze

L'episodio al Lago di Vico non è un fatto isolato: serve responsabilità penale e civile dei gestori, più controlli di polizia e politiche di prevenzione per i giovanissimi che frequentano i locali notturni di Roma.

L’accoltellamento al Lago di Vico: Roma non resti alle condoglianze

Un diciannovenne accoltellato nell’area di un locale al Lago di Vico: non è un episodio isolato, è l’ennesimo segnale che i nostri luoghi di svago non sono più sicuri per giovani e famiglie.

Si può cominciare dalla responsabilità di chi apre e gestisce quei locali. La licenza non è solo un pezzo di carta che consente di vendere alcol e musica fino a tardi: è un impegno a garantire sicurezza, controlli sugli ingressi, personale formato e procedure di emergenza. Quando dentro a una discoteca c’è chi porta coltelli o quando i buttafuori non sanno gestire una rissa, lo Stato civile e penale dei gestori deve essere messo in discussione con chiarezza: revoca della licenza, sanzioni amministrative pesanti e responsabilità civile verso le vittime quando la negligenza contribuisce al fatto.

Accanto alle sanzioni, servono controlli più stringenti e coordinati. Non bastano pattuglie occasionali: Questura e Prefettura devono mettere in campo verifiche mirate lungo tutta la stagione estiva e nelle serate più critiche, con monitoraggi su capienze, accessi, vendita di alcol ai minorenni e presenza di sistemi di videosorveglianza funzionanti. La collaborazione con i Municipi e con i gestori onesti è fondamentale, ma non può sostituire il pugno duro quando emergono responsabilità gestionali.

La prevenzione, però, non è solo una questione di forze dell’ordine. Serve un piano cittadino rivolto agli adolescenti: educazione al rispetto e alla gestione dei conflitti nelle scuole, sport e attività pomeridiane per offrire alternative reali al bivacco notturno, e servizi di ascolto per ragazzi in difficoltà. È ingenuo pensare che basti vietare l’accesso ai minorenni per risolvere il problema: i ragazzi trovano sempre vie alternative. Occorre invece creare reti di prevenzione che coinvolgano famiglie, istituzioni e privato sociale, finanziate dal Campidoglio e coordinate dai Municipi.

Infine, ai cittadini va detto con chiarezza cosa fare quando si trovano in una serata che degenera: chiamare immediatamente le forze dell’ordine, segnalare situazioni di rischio tramite i canali istituzionali e salvare dati utili (video, testimoni). Le condoglianze non bastano: serve che il Comune e le autorità provinciali trasformino lo sdegno in atti concreti. Solo così si può ricostruire la fiducia nei luoghi della movida e proteggere davvero i nostri ragazzi.

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