L’incendio a Palermo e il ferimento al Lago di Vico ricordano che la sicurezza nei locali non è un optional, nemmeno a Roma.
La gravità di quanto avvenuto fuori città — con quindici squadre dei Vigili del Fuoco impegnate per lo spegnimento in un locale e il ferimento di un diciannovenne all’interno di una discoteca — dovrebbe essere presa come monito. Non si tratta solo di cronaca lontana: è la fotografia di rischi che possono ripetersi anche qui, tra la movida dei quartieri centrali e gli stabilimenti lungo il Tevere e i laghi del Lazio frequentati da giovani e famiglie.
Occorre che il Campidoglio e i Municipi rendano prioritario un piano di controlli coordinati: verifiche preventive prima di grandi eventi, ispezioni mirate su impianti elettrici e vie di fuga, controlli periodici sui dispositivi antincendio e sulla capienza effettiva. La Questura e la Polizia Locale devono poter intervenire con protocolli condivisi con i Vigili del Fuoco e la Prefettura per sospendere attività non conformi e per assicurare presidio in occasione di serate con grande afflusso. È una questione di prevenzione organizzata, non di annunci di facciata.
La responsabilità dei gestori non può rimanere un vago invito. Le autorizzazioni devono essere vincolate a piani di emergenza aggiornati, formazione obbligatoria del personale, esercitazioni di evacuazione registrate e la tenuta di un registro delle manutenzioni. Gli strumenti esistono: l’urgenza è applicarli con rigore e trasparenza. Dove le norme non sono rispettate, la sanzione amministrativa deve essere seguita dalla chiusura temporanea fino alla messa in sicurezza; dove è il caso, gli accertamenti giudiziari devono procedere celermente.
Ai cittadini va ricordato un principio semplice ma efficace: guardare rapidamente l’uscita di sicurezza, verificare che non sia ostruita e prendere nota visiva del numero del locale e di eventuali uscite alternative. Ma la responsabilità principale è pubblica e amministrativa. Roma non può aspettare che una tragedia valichi il confine della città per poi correre ai ripari. Servono piano, controlli e responsabilità chiare: così si tutela la vita, la fiducia nelle istituzioni e la qualità della vita notturna di una città che ha il diritto di divertirsi in sicurezza.
