La Cronaca di Roma
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Aule in fuga: perché gli istituti professionali di Roma perdono studenti

A Roma le aule professionali rischiano di svuotarsi: l’abbandono scolastico nelle scuole tecniche è molto più elevato rispetto ai percorsi liceali, con ricadute su mercato del lavoro locale, servizi formativi e qualità dei laboratori. Servono misure…

Aule in fuga: perché gli istituti professionali di Roma perdono studenti

Aule vuote, apprendistati interrotti e iscrizioni in calo: a Roma la crisi degli istituti professionali non è solo statistica, pesa sulle strade, nei laboratori e nel mercato del lavoro cittadino. I dati nazionali mostrano che il tasso di abbandono negli istituti professionali è circa quattro volte quello dei licei; nella Capitale questa tendenza si traduce in corsi ridotti, offerta formativa depotenziata e perdita di continuità con le imprese del territorio.

Il problema non è solo pedagogico ma logistico e sociale. Molti studenti segnalano frammentazione delle attività pratiche, laboratori datati e difficoltà a conciliare lavoro e scuola: chi è costretto a trovare un’entrata economica prima del diploma spesso sceglie di non tornare sui banchi. Nei quartieri periferici la distanza fisica dalle sedi con attrezzature adeguate aggrava la situazione; il trasporto pubblico, i turni e le incompatibilità di orario diventano fattori che spingono verso l’abbandono.

Le ricadute su Roma sono concrete: meno giovani formati professionalmente significa meno manodopera qualificata per le piccole imprese, meno cantieri con apprendisti e un circuito di collaborazione scuola-impresa che si indebolisce. Per invertire la rotta servono interventi immediati e coordinati: risorse per rinnovare i laboratori, contratti stabili per i docenti tecnici, e percorsi di alternanza scuola-lavoro certificati e monitorati che assicurino tirocini veramente formativi.

Dal piano operativo alla pratica quotidiana: il Campidoglio insieme ai Municipi dovrebbe avviare borse lavoro mirate, contributi per le aziende che assumono apprendisti e un sistema di voucher per il trasporto dedicato agli studenti degli istituti professionali. Occorre inoltre riconvertire spazi pubblici inutilizzati in officine e laboratori condivisi, facilitare partnership con le associazioni di categoria e attivare un servizio di orientamento stabile nelle scuole medie per ricondurre le scelte degli studenti su percorsi realistici e desiderabili.

La sfida è anche culturale: elevare la percezione del valore del lavoro manuale e tecnico passa attraverso campagne territoriali, stage di alta qualità e riconoscimenti locali agli studenti meritevoli. Se Roma non interviene con misure concrete prima dell’avvio del prossimo anno scolastico, il rischio è una generazione meno formata e una funzione educativa che perde capacità di rispondere ai bisogni del territorio. Tenere gli studenti dentro le aule professionali non è soltanto una questione scolastica: è investimento immediato sul lavoro, sulla sicurezza sociale e sulla competitività della città.

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