Il Centro Nazionale Sangue (CNS) ha lanciato all’inizio di settembre 2026 un allarme per una carenza diffusa di emazie sul territorio nazionale, indicando una sofferenza particolarmente pronunciata del gruppo 0 positivo. A Roma, nell’ambito della risposta coordinata tra istituzioni e associazioni di donatori, è confermata per il 10 settembre 2026 una raccolta straordinaria in Piazza Mastai (Trastevere) con autoemoteca, promossa da AVIS insieme ad Adnkronos e con il richiamo del CNS.
Questa situazione non va letta solo come una emergenza circoscritta ma come l’espressione di vulnerabilità stagionali e di equilibrio del sistema trasfusionale: il calo delle donazioni estive unito ai flussi di consumo clinico crea tensioni sulle scorte, con impatti variabili a seconda del gruppo sanguigno (in questo caso O+ segnalato come particolarmente carente).
Tre scenari possibili per le prossime settimane:
1) Risposta collettiva e contenimento (scenario auspicabile)
Una mobilitazione coordinata di donatori, associazioni e punti di raccolta — inclusa la giornata del 10 settembre a Trastevere — può determinare un aumento significativo delle unità raccolte. In questo caso la pressione sui servizi trasfusionali diminuirebbe, consentendo alle strutture di mantenere il normale calendario di interventi programmati. Va però sottolineato che si tratta di un esito condizionato: il CNS ha chiesto sforzi continuativi oltre alle singole giornate di raccolta e, al momento (09/09/2026 ore 16:46), non ci sono evidenze che la piena normalità sia già stata ristabilita.
2) Volatilità stagionale e gestione differenziata
È probabile che le donazioni aumentino dopo gli appelli, ma in maniera non omogenea per gruppo sanguigno e territorio. Alcuni gruppi potrebbero restare sotto soglia (soprattutto 0 positivo), rendendo necessario un coordinamento più fine: scambi programmati tra ospedali, attivazione della rete di compensazione regionale/nazionale e tracciamento puntuale delle giacenze per evitare sprechi. In questo scenario le strutture dovrebbero privilegiare emergenze e reparti oncoematologici, rimandando dove possibile interventi non urgenti per non compromettere le terapie prioritarie.
3) Crisi prolungata e misure straordinarie (scenario meno desiderabile)
Se il calo delle donazioni si protraesse e si verificassero picchi di consumo (ad esempio per grandi eventi o incidenti), la pressione sulle scorte potrebbe trasformarsi in carenza sistemica. A quel punto la rete sanità-capacità trasfusionale sarebbe costretta ad adottare misure più drastiche: priorità assoluta alle terapie d’urgenza e alle cure oncoematologiche, sospensione temporanea di interventi elettivi non urgenti e richieste formali di supporto interregionale o nazionale. Oggi è possibile evitare questo esito con decisioni e impegni presi a breve termine.
Cosa è già in campo e quali misure adottare subito
Le istituzioni e le associazioni hanno attivato appelli e raccolte straordinarie: il CNS ha sollecitato intensificazione delle donazioni e coordinamento con AVIS, FIDAS e altre realtà associative; la rete di compensazione regionale/nazionale è citata come strumento operativo per bilanciare le giacenze tra territori. Non risultano, alla data del 09/09/2026 ore 16:46, comunicazioni ufficiali su sospensioni generalizzate di attività chirurgiche elettive nelle strutture romane per carenza di sangue, ma la situazione rimane sotto osservazione.
Misure concrete raccomandate e già in parte operative:
- Potenziare punti di raccolta mobili e autoemoteche (giornate straordinarie come il 10/09) e ampliare gli orari delle sedi fisse per aumentare la capacità di raccolta.
- Promuovere campagne mirate per i gruppi più critici (in questo momento O+), con messaggi chiari su idoneità alla donazione, eventuali restrizioni e documenti necessari.
- Favorire prenotazioni e flussi organizzati per evitare assembramenti e aumentare l’efficacia delle sessioni di raccolta.
- Attivare e potenziare il coordinamento operativo tra ospedali e servizi trasfusionali: scambi programmati di unità, utilizzo della rete di compensazione regionale/nazionale e monitoraggio delle giacenze.
- Investire in sistemi di tracciamento digitale delle scorte per ridurre gli sprechi e ottimizzare la distribuzione tra reparti e strutture.
- Coinvolgere i municipi e le realtà associative locali per campagne capillari post-vacanze e misure di informazione continua sulla cultura della donazione regolare.
Indicazioni pratiche per i donatori che parteciperanno al 10 settembre in Piazza Mastai: informarsi preventivamente sull’idoneità, presentarsi con un documento d’identità valido, valutare l’uso del trasporto pubblico (ATAC) per facilitare l’accesso e limitare il traffico locale. La giornata è importante, ma il CNS ripete che la sicurezza trasfusionale si costruisce con donazioni regolari e continue, non soltanto con gesti straordinari isolati.
La vera differenza la fanno la continuità e l’organizzazione: una mobilitazione civica come quella di Trastevere può fornire respiro immediato, ma per rendere il sistema resiliente servono strategie di lungo periodo, trasparenza nelle disponibilità e una rete funzionante di scambio tra regioni. In assenza di questi elementi, la fragilità stagionale rischia di ripresentarsi ad ogni estate o periodo di calo delle donazioni.
