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Caro carburanti, Confederazione Imprese Italia avverte: rischio di desertificazione economica nelle aree interne

La Confederazione Imprese Italia sollecita interventi mirati per contenere l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti su micro, piccole e medie imprese, con ricadute particolarmente pesanti nei piccoli comuni.

Caro carburanti, Confederazione Imprese Italia avverte: rischio di desertificazione economica nelle aree interne

La Confederazione Imprese Italia avverte che l’aumento dei prezzi dei carburanti e il calo dei consumi rischiano di accelerare la desertificazione economica nelle aree interne, colpendo in modo accentuato micro, piccole e medie imprese nei settori di agricoltura, artigianato, commercio e servizi.

Dati e impatti

Nel suo intervento il Segretario Generale, Dott. Carlos A. Sorrentino, sottolinea che per molte attività benzina e gasolio non sono solo spese private ma costi di esercizio: servono per raggiungere clienti, trasportare merci, rifornire punti vendita, lavorare nei campi o spostare uomini e mezzi. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 15 settembre 2026 il prezzo medio nazionale self service sulla rete stradale era pari a 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro per il gasolio.

I dati sull’andamento dei consumi evidenziati dalla Confederazione richiamano ulteriori segnali di sofferenza: l’ISTAT indica che a luglio 2026 le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume rispetto al mese precedente; nel confronto con luglio 2025 si registra una crescita dello 0,8% in valore ma una diminuzione dello 0,6% dei volumi, con un calo dei volumi dell’alimentare pari all’1%.

Nel comparto agricolo, i dati ISMEA a agosto mostrano che l’indice dei prezzi all’origine dei prodotti agricoli rimane inferiore dell’8,2% rispetto ad agosto 2025. La Confederazione osserva che, se aumentano i costi di produzione e trasporto e il mercato non consente di trasferirli integralmente sui prezzi, la differenza viene spesso assorbita dalle imprese, con particolare pressione sui bilanci delle più piccole.

Le richieste alla politica

Sorrentino collegando il fenomeno del caro carburanti al tema della “desertificazione economica” mette al centro il concetto di “costo della distanza”: nelle aree interne la maggiore distanza da fornitori, clienti e servizi può trasformare lo shock dei prezzi in un svantaggio competitivo duraturo. “Cosa sta facendo la politica?”, domanda il Segretario Generale, chiedendo risposte trasversali e misure di programmazione per ridurre l’esposizione delle imprese alle oscillazioni dei costi energetici.

La Confederazione chiede interventi mirati per le imprese maggiormente esposte ai costi della mobilità, strumenti accessibili alle micro e piccole aziende per l’efficienza energetica e il rinnovo dei mezzi aziendali, oltre a politiche specifiche per sostenere l’attività economica nei piccoli comuni e nelle aree interne. “Le imprese non chiedono assistenzialismo: chiedono condizioni per competere”, conclude l’intervento.

Ufficio Comunicazione, Confederazione Imprese Italia

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