Roma si avvicina alla stagione sportiva con una novità che riguarda chi vive lo stadio e la città: l’intelligenza artificiale entra nella gestione degli accessi, dei flussi di tifosi e della mobilità intorno all’Olimpico.
Il progetto, promosso dal Campidoglio insieme ad ATAC e al sistema locale di controllo dei flussi, mira a decongestionare le aree limitrofe agli impianti, ridurre i tempi di attesa ai cancelli e ottimizzare i percorsi di autobus e tram per accompagnare i tifosi.
Il tema è duplice: da una parte c’è la promessa di servizio pubblico più efficiente; dall’altra la cornice di regole globali sull’AI e di un’eventuale intesa tra i grandi operatori tech che producono gli strumenti impiegati. L’attenzione su questi aspetti è cresciuta nel dibattito nazionale, ma Roma tende a tradurla in pratica concreta sui propri eventi.
Il primo bilancio arriverà dopo le prime prove in occasione di una partita di cartello, quando il sistema di controllo accessi potrà mostrare tempi di attesa, affidabilità e impatto sui flussi di sosta e navette.
In città resta centrale la questione della privacy: la tecnologia è in grado di migliorare la sicurezza senza trasformare la vivibilità urbana in una rete di sorveglianza, e i cittadini chiedono trasparenza su cosa venga raccolto e come venga usato.
