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Fulmine sulla traversa a La Pisana: l’allarme sulla sicurezza degli allenamenti giovanili a Roma

Il fulmine che ha colpito la traversa a La Pisana non è solo un episodio da cronaca: è la cartina di tornasole di carenze organizzative e tecniche nella tutela dei giovani atleti. Proposte operative e responsabilità locali.

Fulmine sulla traversa a La Pisana: l’allarme sulla sicurezza degli allenamenti giovanili a Roma

Un fulmine che ha colpito la traversa durante un allenamento dell’Urbetevere alla Pisana, facendo cadere a terra un portiere 17enne e lasciando un punto annerito sulla struttura riqualificata da poco, solleva domande precise: come vengono gestiti i rischi meteorologici negli impianti sportivi della città e chi deve intervenire per evitarli?

La dinamica dell’episodio – riconducibile al forte maltempo che ha interessato Roma – evidenzia due livelli di responsabilità. Il primo è tecnico: la traversa, recentemente riqualificata, porta ora segni di scarica elettrica che suggeriscono controlli sulla messa a terra e sulla qualità degli interventi di manutenzione. Il secondo è gestionale: molti centri sportivi giovanili non dispongono di procedure codificate per sospendere le attività in presenza di temporali o per evacuare rapidamente atleti e staff verso rifugi sicuri.

Per limitare il rischio di imprevisti occorre passare da reazioni singole ad un sistema coordinato. I Municipi devono avviare verifiche sugli impianti comunali e sulle convenzioni con le società private, inserendo nei capitolati di gestione l’obbligo di valutazioni di rischio meteo e la certificazione delle protezioni e messa a terra delle attrezzature metalliche. Le società sportive, in particolare quelle che lavorano con minori, dovrebbero adottare piani di emergenza scritti, formazione obbligatoria per i tecnici su comportamenti da tenere in caso di fulmini e protocolli di comunicazione rapida con le famiglie.

La Protezione Civile e il Campidoglio possono svolgere un ruolo chiave nel raccordo: definire soglie di allerta cittadina dedicate alle attività all’aperto, integrare sistemi di allerta meteo con segnalazioni dirette agli impianti sportivi e promuovere corsi standardizzati per la gestione delle emergenze nei centri sportivi. Al contempo è urgente pianificare ispezioni periodiche post-intervento di riqualificazione per verificare l’efficacia delle protezioni antifulmine e la corretta installazione degli elementi metallici sui campi.

La tutela dei giovani atleti non può limitarsi a interventi episodici dopo gli incidenti. Serve un piano operativo e finanziato che metta insieme Municipi, società sportive e Protezione Civile, con l’obiettivo concreto di rendere previsibili le sospensioni delle attività, garantire aree di riparo e controlli tecnici regolari. A Roma, dove il gioco di squadra si misura anche fuori dal campo, la prevenzione meteorologica nelle strutture sportive deve diventare una priorità amministrativa e operativa.

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