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Si toglie il braccialetto e dà fuoco al negozio dell’ex: 35enne arrestato e portato in carcere

Un 35enne ha rimosso il dispositivo elettronico di controllo e ha incendiato il negozio dove lavorava la sua ex compagna: la polizia lo ha individuato, arrestato e trasferito in carcere. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, evidenziano precedenti di minacce e violenze e sollevano interrogativi sulle garanzie offerte dal monitoraggio elettronico.

Si toglie il braccialetto e dà fuoco al negozio dell’ex: 35enne arrestato e portato in carcere

Si è tolto il braccialetto elettronico e ha appiccato il fuoco al negozio dove lavora la sua ex: un 35enne è stato identificato, arrestato e trasferito in carcere dalla polizia nella serata di oggi a Roma.

Secondo la ricostruzione avviata dalle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe rimosso il dispositivo di controllo domiciliare prima di recarsi sul posto e dare alle fiamme parte del locale. Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Questura insieme ai vigili del fuoco che hanno spento l’incendio e messo in sicurezza l’area; non risultano feriti gravi tra i presenti ma l’episodio ha provocato danni alla struttura e momenti di forte tensione tra i dipendenti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno fatto emergere precedenti denunce per minacce e episodi di violenza riconducibili alla stessa persona: elementi che hanno accelerato le procedure di fermo e il successivo trasferimento in carcere. Gli inquirenti stanno ora completando gli accertamenti tecnici e raccogliendo testimonianze per ricostruire dinamiche e responsabilità penali.

Il caso mette sotto la lente il tema delle misure di controllo previste per i soggetti sottoposti a restrizioni, in particolare l’efficacia del braccialetto elettronico. Il dispositivo, pensato per segnalare spostamenti non autorizzati o tentativi di rimozione, non costituisce una barriera fisica: la rimozione può essere segnalata alle autorità ma non impedisce in sé l’azione del soggetto. Le verifiche in corso dovranno chiarire i tempi di allerta e l’eventuale intervenuta segnalazione alla sala operativa.

La dinamica dell’attacco richiama l’attenzione sul rischio che corrono commercianti, lavoratrici e lavoratori dei negozi, spesso esposti a violenze legate a rapporti personali. La vicenda ribadisce la necessità di percorsi di tutela rapidi e integrati tra forze dell’ordine, Procura, servizi sociali e amministrazioni locali per prevenire escalation e proteggere potenziali vittime.

Le indagini proseguono e la Procura valuterà gli sviluppi per eventuali aggravanti e misure cautelari. Nel frattempo le autorità raccomandano a chi si trovi in situazioni di minaccia di rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine e agli uffici competenti del Municipio per attivare percorsi di protezione e segnalazione del rischio.

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