Malori, incidenti o peggioramenti improvvisi in vacanza: per un romano che deve rientrare in Italia per cure il rimpatrio sanitario è una procedura complessa ma non misteriosa. Conoscere i passaggi, i documenti e a chi rivolgersi evita ritardi e spese inutilemente alte.
Il primo passo, sempre, è l’assistenza medica locale e la comunicazione con il consolato o la rete consolare del nostro Paese; la Farnesina gioca un ruolo di coordinamento e può mettere in contatto con mezzi e strutture utili, ma non sostituisce l’assicurazione privata. Prima di tutto va attivata la polizza di viaggio (se presente): il numero di assistenza e il certificato medico sono le chiavi per far partire qualsiasi procedura.
Un documento cruciale è il certificato «fit to fly», rilasciato da un medico che attesta l’idoneità al trasporto. È richiesto dalle compagnie aeree e, in alcuni casi, dalle autorità sanitarie della destinazione; il contenuto e i tempi di rilascio dipendono dal quadro clinico. Per un paziente stabile può bastare il viaggio su volo commerciale con un accompagnatore sanitario, per i casi gravi serve invece un trasferimento in ambulanza aerea o in volo sanitario dedicato.
I costi variano enormemente: si va da spese contenute, gestibili dall’assicurazione o dalla famiglia, fino a trasferimenti aeromedicalizzati che possono raggiungere migliaia o decine di migliaia di euro. Per questo è fondamentale verificare prima della partenza le condizioni della propria polizza, e chiedere al consolato quali sono le opzioni praticabili in assenza di copertura privata.
Al rientro a Roma, la procedura non si esaurisce: servono cartelle cliniche tradotte o in inglese, referti e il contatto con il medico di base o con la ASL territoriale per l’inserimento nelle cure consecutive. Le strutture ospedaliere cittadine gestiscono l’accoglienza dei rientri sanitari, ma è utile avvisare per tempo il reparto di destinazione per garantire un passaggio rapido dal volo all’ospedale.
Consiglio pratico: chi viaggia porti sempre copia della polizza, un estratto della cartella clinica in lingua inglese o, se possibile, una traduzione giurata dei documenti più importanti; iscriversi al servizio consolare di registrazione prima della partenza facilita la comunicazione in emergenza. Per i romani, il vantaggio è avere vicino una rete di servizi — medico di famiglia, ASL, municipi — che può sostenere famiglie e pazienti nella fase amministrativa e sociale post-rientro.
