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Cotral, bufera sulle assenze: Rocca vuole chiarire il caso Dolfi

Cotral, bufera sulle assenze: Rocca vuole chiarire il caso Dolfi

Il caso Cotral non riguarda soltanto i turni scoperti o i disagi per chi aspetta un autobus. Al centro c’è una domanda più scomoda: come si controllano le assenze in un servizio pubblico senza trasformare i dati in accuse automatiche?

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, a registrare il maggior numero di assenze per malattia sarebbero i controllori, mentre i conducenti avrebbero garantito una presenza più costante. Un dato che, letto senza contesto, rischia però di produrre una sentenza prima ancora delle verifiche: controllare i biglietti significa lavorare spesso in strada, mentre guidare un autobus può comportare turni molto mattutini e carichi di responsabilità differenti.

La vicenda è diventata anche politica dopo che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha chiesto un report sul manager di Cotral Dolfi, esponente di Fratelli d’Italia. La richiesta arriva dopo le dichiarazioni attribuite al dirigente sulla gestione delle eventuali contestazioni. La frase «Finte malattie? Le giustifico», riportata nel caso, è diventata il simbolo di un problema che ora dovrà essere chiarito con atti, numeri e responsabilità precise.

Il punto decisivo è proprio questo: un alto tasso di assenze non dimostra da solo l’esistenza di malattie fittizie. Può indicare un problema organizzativo, condizioni di lavoro difficili, controlli insufficienti oppure situazioni individuali da esaminare caso per caso. Solo un’istruttoria interna, eventualmente accompagnata dagli accertamenti previsti, potrà stabilire se ci siano state irregolarità.

Allo stesso tempo, la Regione non può ignorare l’effetto che queste notizie producono sugli utenti. Per chi ogni giorno utilizza Cotral, l’assenza di un servizio non è una statistica: significa arrivare tardi al lavoro, perdere una coincidenza, affrontare un viaggio più lungo. La fiducia si rompe quando il cittadino percepisce che il sistema pretende puntualità da lui ma non riesce a spiegare come vengono gestite le proprie inefficienze.

La distinzione tra controllori e conducenti è quindi essenziale. Si tratta di mansioni diverse, con orari, ambienti e responsabilità non sovrapponibili. Mettere le categorie una contro l’altra sulla base di un unico indicatore può alimentare una guerra interna e distogliere l’attenzione dalla domanda principale: l’azienda dispone di controlli trasparenti e di una programmazione del personale adeguata?

Cosa sappiamo e cosa deve ancora essere verificato

È noto che la Regione ha chiesto un report sul manager coinvolto e che il tema delle assenze per malattia è stato posto pubblicamente in relazione al personale Cotral. È inoltre emersa una differenza tra controllori e conducenti nella frequenza delle assenze riportata dalla stampa. Questi elementi, però, non equivalgono all’accertamento di condotte illecite o di certificazioni false.

Restano da chiarire il periodo preso in esame, i numeri complessivi, i criteri utilizzati per confrontare mansioni diverse e gli eventuali provvedimenti adottati dall’azienda. Da verificare anche se il report richiesto da Rocca porterà a contestazioni formali e a chi spetterà assumere le decisioni finali. Prima di parlare di assenteismo fraudolento, servono dati leggibili e verifiche documentate; prima di archiviare tutto come una polemica politica, servono risposte agli utenti.

Il presidente della società dei trasporti avrà ora il compito di distinguere le responsabilità individuali dai problemi strutturali. Ma se il servizio pubblico vive di affidabilità, anche la trasparenza sulle assenze dovrebbe essere considerata parte del servizio: Cotral e istituzioni sono pronte a rendere pubblici i fatti, non soltanto le dichiarazioni?

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