Una mail con una minaccia bomba ha fatto scattare l’evacuazione alla scuola elementare Rodari, in via Norcia, nella zona del Tuscolano. Gli alunni sono stati accompagnati a Villa Lais, dove li hanno raggiunti i genitori, mentre le forze dell’ordine hanno avviato le verifiche nell’istituto.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero Roma e Fanpage Roma, il messaggio sarebbe stato inviato contemporaneamente a 271 scuole italiane. Il mittente si sarebbe presentato come il “corpo delle guardie della rivoluzione islamica”, un elemento che gli investigatori dovranno valutare senza trasformare, in questa fase, una firma contenuta nella mail in una responsabilità accertata.
La priorità, nella scuola di via Norcia, è stata mettere al sicuro i bambini e consentire alle famiglie di ricongiungersi con loro in un luogo individuato nelle vicinanze. L’evacuazione ha coinvolto alunni, insegnanti e personale scolastico, con inevitabili ripercussioni anche sulla viabilità e sulla quotidianità del quartiere.
“La mail è arrivata a 271 istituti italiani”, avrebbe riferito il dirigente scolastico, spiegando che il mittente si spacciava per il gruppo indicato nel messaggio. La circostanza, se confermata dagli accertamenti, suggerirebbe un’azione concepita per colpire più scuole nello stesso momento e generare un allarme diffuso. Non significa però che la presenza di un ordigno sia stata accertata.
Polizia e artificieri sono impegnati nelle ispezioni e nella ricostruzione dell’origine della comunicazione. Al momento, sulla base degli elementi disponibili, la minaccia resta da verificare: saranno i controlli tecnici e le eventuali indagini informatiche a chiarire se si sia trattato di un falso allarme, di un tentativo di intimidazione o di un’azione più articolata.
Cosa sappiamo dell’allarme nelle scuole di Roma
Il dato confermato riguarda la segnalazione ricevuta via mail e l’evacuazione della scuola Rodari di via Norcia. I bambini sono stati trasferiti a Villa Lais in attesa dei genitori, mentre l’istituto veniva sottoposto alle verifiche necessarie. Non risultano, dalle informazioni disponibili, persone ferite né è stata confermata la presenza di una bomba.
Resta da chiarire se tutte le 271 scuole abbiano ricevuto lo stesso messaggio e quali siano state le misure adottate nei diversi istituti. Per famiglie e personale scolastico il problema non è soltanto l’interruzione delle lezioni: un allarme di questo tipo impone comunicazioni rapide, luoghi sicuri per l’accoglienza dei minori e indicazioni precise per evitare panico e spostamenti disordinati.
La vicenda riporta così al centro una domanda concreta: come devono reagire le scuole quando una minaccia è generica ma coinvolge bambini? La prudenza impone di controllare ogni segnalazione, ma anche di informare con precisione, distinguendo ciò che è stato verificato da ciò che resta soltanto scritto in una mail. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a stabilire quanto fosse reale il pericolo e chi abbia inviato il messaggio.
