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Garbatella, il paradosso di via Badoero: 110 case vuote e sfratti

Garbatella, il paradosso di via Badoero: 110 case vuote e sfratti

A Garbatella c’è un paradosso difficile da ignorare: mentre alcuni inquilini rischiano lo sfratto, nel complesso di via Badoero risultano vuoti 110 appartamenti su 170. La cifra, da sola, racconta una frattura tra emergenza abitativa e patrimonio inutilizzato.

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, l’Assemblea Capitolina ha chiesto alla Giunta di aprire un confronto con la società che gestisce il fondo proprietario degli immobili. Non è ancora una soluzione e non autorizza, allo stato delle informazioni disponibili, ad attribuire responsabilità precise: è però un primo passaggio politico davanti a una situazione che rischia di diventare il simbolo dei tempi lenti dell’amministrazione della casa.

Il dato più forte resta quello numerico: «110 appartamenti vuoti su 170». Significa che una parte largamente maggioritaria del complesso non risulta utilizzata, mentre attorno agli alloggi abitati si apre una questione di stabilità e di futuro per gli inquilini. Il rischio sfratto, se confermato nelle singole posizioni, non è soltanto un problema contrattuale: a Roma può trasformarsi rapidamente in emergenza sociale.

Qui il Campidoglio deve evitare due errori opposti. Il primo è limitarsi a convocare un tavolo e presentarlo come una risposta. Il secondo è trasformare il caso in una disputa politica senza chiarire chi abbia titolo a decidere, quali siano le condizioni degli appartamenti e quali margini esistano per tutelare le persone coinvolte. Il confronto con la società che gestisce il fondo può servire proprio a mettere in fila questi elementi, senza sostituire gli atti amministrativi e le eventuali verifiche necessarie.

Via Badoero, il nodo degli appartamenti vuoti

Via Badoero non è soltanto l’indirizzo di una vicenda locale. È un punto di osservazione sul problema romano degli immobili non utilizzati: da una parte famiglie e persone che cercano una casa o temono di perderla, dall’altra appartamenti che, per ragioni da accertare, restano fuori dal circuito abitativo. Il numero di 110 unità vuote su 170 dovrà essere chiarito nel dettaglio: non basta sapere che gli alloggi non sono occupati, occorre capire se siano disponibili, inagibili, sottoposti a vincoli o interessati da contenziosi.

La responsabilità pubblica, in questa fase, è rendere trasparenti i passaggi. Il Campidoglio dovrebbe indicare quali risposte attende dalla società, quali tempi considera accettabili e come intende seguire la posizione degli inquilini a rischio. Dall’altra parte, il gestore e il proprietario dovranno spiegare le ragioni dell’attuale situazione, se vorranno contribuire a una soluzione concreta. Senza questi chiarimenti, il tavolo rischia di diventare soltanto una fotografia dell’emergenza.

La domanda politica è semplice, ma scomoda: quanto può durare il confronto prima che gli appartamenti vuoti e il rischio sfratto smettano di essere due fatti paralleli e diventino finalmente un’unica emergenza da affrontare?

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