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Festa del Cornuto, a Rocca Canterano l’ironia diventa tradizione

Festa del Cornuto, a Rocca Canterano l’ironia diventa tradizione

A Rocca Canterano l’ironia non si porta soltanto al bar: si mette in calendario. Nel borgo dei Monti Simbruini torna la “Festa del Cornuto”, appuntamento popolare arrivato alla 42ª edizione e capace di trasformare una parola delicata in una festa di comunità.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero Roma, l’appuntamento è in programma sabato 7 e domenica 8 novembre, insieme alla sagra della rola. Date e iniziative fanno da richiamo per chi cerca un fine settimana fuori dal traffico della Capitale, tra tradizione, leggenda e umorismo di paese.

Qui il tema non viene trattato con musi lunghi né con la solita solennità da cerimonia istituzionale. La formula è esplicita: “Festa del Cornuto”. Un nome che punta tutto sulla provocazione bonaria e su quella capacità, tipica delle feste popolari, di ridere delle debolezze umane senza trasformarle per forza in un processo pubblico.

Il significato dell’evento si muove infatti tra storia e leggenda. Le origini della tradizione appartengono al racconto locale e alla memoria del borgo; i dettagli, quando non sono documentati in modo univoco, restano da confermare. Il punto però è chiaro: la festa è diventata un segno identitario di Rocca Canterano, un appuntamento riconoscibile ben oltre i confini del paese.

La forza dell’iniziativa sta proprio nel contrasto. Da una parte un titolo che fa sorridere e divide le opinioni. Dall’altra un’occasione concreta per riportare attenzione su un piccolo centro dei Monti Simbruini, spesso lontano dai radar della cronaca romana se non quando c’è una sagra, una festa o qualche curva di montagna a ricordare che la provincia non è un semplice fondale.

Il programma completo della 42ª edizione va verificato attraverso le comunicazioni degli organizzatori. Di certo, il fine settimana unirà la Festa del Cornuto alla sagra della rola, con l’obiettivo di mettere insieme intrattenimento, memoria locale e valorizzazione del territorio. Una ricetta semplice, ma non scontata: prima si attira il visitatore con il nome curioso, poi bisogna convincerlo a restare per il paese.

Rocca Canterano, il borgo dove l’ironia è una tradizione

Rocca Canterano si trova nell’area dei Monti Simbruini, a nord-est di Roma e nei pressi di Subiaco. È il tipo di borgo che vive anche della propria reputazione: strade, racconti, feste e consuetudini diventano parte di un patrimonio difficile da impacchettare, ma prezioso per chi vuole costruire un turismo legato ai luoghi e non soltanto alle fotografie.

La Festa del Cornuto funziona perché non prova a sembrare altro da ciò che è. Non si presenta come un evento patinato, ma come una tradizione popolare con una buona dose di autoironia. E in tempi di celebrazioni tutte uguali, con nomi intercambiabili e programmi fotocopia, non è poco. Resta da capire quanto il pubblico saprà trasformarsi da curioso di passaggio a visitatore attento del territorio: è lì che una festa smette di essere soltanto una battuta e diventa davvero una risorsa per il borgo.

Rocca Canterano, insomma, si prepara a ridere di una vecchia etichetta e a usarla come biglietto da visita. La domanda, semmai, è un’altra: dopo aver sorriso al nome della festa, quanti scopriranno davvero il paese?

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